Bisturi trip: sì o no?

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bisturi trip, Gianluca Campiglio, chirurgia estetica, Croazia, Brasile, Marocco, Indonesia, Thailandia, Africa del Nord.Due parole, bisturi trip, per indicare quei viaggi fatti con l’obiettivo di sottoporsi a operazioni di chirurgia estetica in Paesi dove i costi degli interventi sono minori rispetto a quello d’origine.
A fare le valigie per un ritocchino sono anche tanti italiani, diretti soprattutto in Croazia, Brasile, Marocco, Indonesia, Thailandia e Africa del Nord.
“Operarsi all’estero potrebbe sembrare una buona occasione per fare un lifting o regalarsi un nuovo décolleté, lontano da occhi indiscreti e senza dover dare troppe spiegazioni in ufficio”, afferma Gianluca Campiglio, segretario dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (Isaps), la più grande associazione al mondo di chirurgia estetica, e autore del libro “Mi voglio così”, in cui parla di aspetti meno noti della chirurgia estetica che tutti i pazienti dovrebbero conoscere.

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Il dottor Gianluca Campiglio, segretario dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery

Tuttavia, esistono alcune domande da porsi prima di partire per un bisturi trip.
Numero uno:
 siamo sicuri che l’intervento a cui vogliamo sottoporci sia il più adatto a noi? “Può succedere infatti che il paziente si presenti con l’idea di fare una liposuzione, mentre in realtà l’intervento giusto per il suo caso è un’addominoplastica.
Solo il chirurgo estetico può stabilire quale è la procedura più adatta, ma deve anche verificare che le aspettative del paziente siano realistiche, spiegando quali miglioramenti possono dare gli interventi”, spiega Campiglio.

Numero due: definito l’intervento da fare, sono chiare le possibili complicazioni? “È necessario che il medico informi su tutte le conseguenze in termini di cicatrici, ricovero e rischi. A questo punto è bene che il paziente rifletta con calma sulla sua decisione, senza la pressione di un volo di ritorno da prendere: la sicurezza del paziente è una priorità”.

Numero tre: il chirurgo a cui ci stiamo rivolgendo è qualificato? Andare in Paesi del Terzo Mondo per sottoporsi a un intervento estetico significa, il più delle volte, affidarsi a un perfetto sconosciuto senza alcuna garanzia di professionalità. “È necessario invece verificare che abbia fatto studi apposite e che abbia esperienza nell’intervento che si sta considerando”.

bisturi trip, Gianluca Campiglio, chirurgia estetica, Croazia, Brasile, Marocco, Indonesia, Thailandia, Africa del Nord.Numero quattro: il chirurgo e il suo staff parlano in modo fluente una lingua che conosciamo? “Far capire quello che si vuole in chirurgia estetica non è facile, quindi è bene che la lingua non sia un ostacolo, altrimenti aspettatevi complicazioni”. È bene poi assicurarsi che la clinica sia accreditata e che usi materiali di qualità, perché non sempre gli standard sono quelli garantiti dalle case di cura italiane.

Numero cinque: dove staremo dopo l’intervento? Nel post-operatorio, viaggiare troppo presto aumenta il rischio di embolia polmonare e di trombosi. “Non pensate neanche di operarvi e poi godervi il mare o visitare il posto: sono pochissimi i trattamenti di chirurgia estetica che hanno una convalescenza così breve da consentire di andare in spiaggia o per bisturi trip, Gianluca Campiglio, chirurgia estetica, Croazia, Brasile, Marocco, Indonesia, Thailandia, Africa del Nord.musei dopo appena 24-48 ore”. E in caso di complicazioni nel post intervento, che non sono mai da escludere, bisogna aver ben chiaro quale dottore ci assisterà e chi pagherà per un intervento secondario o una revisione. “Per non parlare del caso in cui si andasse in Tribunale, con tutte le complicazioni di una causa internazionale” aggiunge il chirurgo plastico milanese.

Numero sei: facendo due conti, conviene davvero operarsi all’estero? “Considerate i costi totali, incluso il viaggio, il soggiorno e anche i possibili rischi e poi valutate il da farsi. Oggi i prezzi della chirurgia plastica in Italia sono diminuiti rispetto a qualche anno fa, le cliniche devono garantire standard altissimi e ci sono professionisti altamente qualificati a cui rivolgersi, sempre assicurandosi che si tratti di un vero specialista in chirurgia plastica. Non dimenticate che in gioco c’è il bene più importante, ossia la propria salute”, conclude Campiglio.