Sognando l’Australia

Sognando l’Australia - Luomoconlavaligia.it

Quattro ragazzi italiani nella terra dei canguri per raccontare l’emigrazione tricolore in Australia. Prendendo spunto dal reportage “La lunga strada di sabbia” di Pier Paolo Pasolini, Denis Strickner (Bolzano), Emiliano Bechi Gabrielli (Terni), Renato La Monica (Napoli) e Oriana Pagano (Trento) sono volati agli antipodi del mondo per il progetto Italian Dreamtime: l’obiettivo è costruire un ritratto degli emigrati italiani di ieri e di oggi, per scoprire se l’Australia è davvero la nuova terra promessa. Fatto di storie, interviste, scatti fotografici e incontri fortuiti, il viaggio-documentario può essere seguito ogni giorno su Facebook, Twitter, Instagram e sul sito ufficiale del progetto, mentre le storie più significative diventeranno una video-serie ad episodi pubblicata su YouTube a partire da giugno.

DI TUTTO UN PO’
Quelle di Italian Dreamtime sono storie di sogni, coraggio, difficoltà e successi: dall’ex-pugile romano arrivato negli anni Cinquanta e diventato campione d’Australia al trentenne Business Analyst bolognese che lavora come istruttore di vela; dal giovane imprenditore partenopeo che ha conquistato Sydney a colpi di margherita napoletana al manager di Gallarate che va in ufficio in skateboard. Tutte storie diverse fra loro, ma accomunate da un’unica scelta: quella di lasciare l’Italia per cercare una vita migliore in Australia. 

Con l’ex-pugile Luigi Coluzzi – © Italian Dreamtime / Oriana Pagano

A raccontare tutto questo sono quattro ragazzi italiani con la passione per il viaggio, che insieme formano una squadra ben assortita, con competenze che spaziano dal video-making alla fotografia, dalla scrittura di viaggio all’uso dei social media. Dopo aver contattato ambasciate, enti del turismo, tour operator e aziende importanti, Denis, Emiliano, Renato e Oriana hanno iniziato la loro avventura “a testa in giù “ lo scorso 24 gennaio a Perth, nel Western Australia: dopo tre settimane nella parte sud-occidentale del continente, la squadra si è trasferita sulla costa orientale, a Sydney. Adesso, dalla capitale del New South Wales, il viaggio proseguirà verso Nord per arrivare a Brisbane, nel Queensland, e da lì si volerà prima a Darwin e poi a Uluru, Adelaide e Melbourne.

Risate in compagnia dell’istruttore di vela Giacomo Lucchese, di Bologna – © Italian Dreamtime / Oriana Pagano

Fra le prime storie raccontate c’è quella di Gisella Cozzo, figlia di genitori italiani in Australia, che – rientrata in Italia – è entrata nel mondo dei jingle degli spot pubblicitari con quello del gelato “Coppa del Nonno” (“I feel good I feel fine”), utilizzato fino al 2011. Ha prestato anche la sua voce per le colonne sonore di film di successo come “L’ultimo Capodanno” di Bertolucci e “A time for Dancing”, mentre recentemente è uscito un suo album autobiografico intitolato “This is me”. Ci sono anche il musicista Fiorino Fiorini, suonatore di un antico strumento australiano – Yidaki, meglio conosciuto come didjeridoo – che nel 2008 è partito alla ricerca dei grandi maestri aborigeni, e lo scrittore Winki, che vive sei mesi in Australia e sei in Sardegna, surfando e scrivendo racconti delle proprie avventure.

Le famose vele bianche della Sydney Opera House – © Italian Dreamtime / Oriana Pagano

UN’IDEA SPECIALE
Ideato e scritto da Emiliano e Denis, questo road-trip attraverso l’Australia nasce sullo spunto di un diario di viaggio di Pier Paolo Pasolini, “La lunga strada di sabbia”, dove è raccontata l’estate degli italiani del 1959, tra i residui del dopoguerra, il boom economico e l’affermarsi della nuova borghesia. Allo stesso modo, Italian Dreamtime vuole tracciare un ritratto degli emigrati italiani del ventunesimo secolo e scoprire in cosa somigliano e in cosa si differenziano da quelli del secolo precedente. Un progetto ambizioso che comincia in Australia, ma guarda già lontano a possibili edizioni in Paesi altrettanto popolati da italiani, come Canada, Stati Uniti, Brasile e Argentina.

TANTI PARTNER
L’esperienza è resa possibile dal sostegno di alcuni sponsor che hanno creduto nel progetto, come Cathay Pacific che ha fornito i biglietti aerei, Lonely Planet Italia e Salewa che hanno messo a disposizione rispettivamente guide e abbigliamento tecnico, ma anche qualche generoso sostenitore privato italiano e italo-australiano. Buona strada, ragazzi!

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