Sri Lanka, lacrima dell’India

Per gli antichi greci era Taprobane, per gli arabi Serendib.
In seguito gli Inglesi la battezzarono Ceylon, ma il suo vero nome è Sri Lanka, in sanscrito “isola risplendente”.
Un nome musicale per una languida isola tropicale dal fascino esotico, satura di spiritualità e serenità, capace di evocare immagini di spiagge sterminate, monumentali resti di antiche civiltà e giungle lussureggianti.

Sri Lanka. Piantagione di tè.
Sri Lanka. Piantagione di tè.

Sri Lanka è situata a 35 km di distanza dalla costa sud orientale della penisola indiana, in un braccio di mare dove una serie di isolotti corallini formano una specie di ponte naturale con la terraferma.
Foreste rigogliose si susseguono a montagne coltivate a terrazze, dove il verde assume mille gradazioni diverse.
Sembra impossibile poter trovare in mezzo all’oceano Indiano, a poca distanza dall’Equatore, una tale abbondanza di fiumi, cascate e laghi, che gli antichi singalesi seppero regimentare con estrema perizia, ricavandone una terra estremamente fertile.
Lunga 433 km e larga circa 250, con 1.330 km di coste, l’isola risplendente si presenta pianeggiante al nord, con rilievi collinari e montuosi nel centro-sud che superano i 2.500 metri di altezza.
Il clima è di tipo tropicale-equatoriale, regolato dall’alternarsi dei monsoni.

Sri Lanka. Polonnaruwa
Polonnaruwa

La scoperta degli imponenti resti di antiche civiltà risale alla metà del 1800, quando l’avanzare delle piantagioni rivelò la presenza di splendidi edifici fino allora celati dalla vegetazione.
Sarebbe un errore imperdonabile pensare a quest’isola come a un’appendice dell’India: nonostante la vicinanza e le inevitabili influenze, costituisce, infatti, un’entità autonoma e a sé stante, assai diversa dall’ingombrante vicino.
Mentre l’India è induista e musulmana, Sri Lanka ha invece una maggioranza buddista.
Il quadro etnico-religioso costituisce da sempre un grave problema: alla netta maggioranza di singalesi autoctoni, di religione buddista e lingua indoariana, si contrappone nel nord una significativa minoranza tamil, induisti di lingua dravidica, migrati in diverse ondate dal sud dell’India.
La convivenza tra le due comunità non sempre è stata pacifica e nella seconda metà del secolo è culminata in una sanguinosa guerra civile, terminata circa un decennio fa.

Al visitatore l’isola di Sri Lanka ha parecchio da offrire.
A cominciare dalla sua pluralità etnica, che se dal punto di vista politico e amministrativo pone non pochi problemi, da quello turistico rappresenta una considerevole risorsa: un crogiuolo di razze, un mosaico di culture dove ogni gruppo conserva un patrimonio di fede, usanze e riti che regolano la vita individuale e il comportamento sociale.

Sri Lanka. Sigiriya
Sigiriya

Il buddismo Theravada, religione ufficiale dell’isola da oltre duemila anni, rappresenta la forma più austera e ascetica di questa dottrina religiosa, capace di influenzare sensibilmente la cultura e l’arte.
Lo dimostrano gli innumerevoli templi e monasteri sparsi per tutto il paese, oppure gli imponenti resti delle grandi capitali antiche come Anuradhapura, Polonnaruwa, Kandy o l’incredibile fortezza di Sigirya, eretta su una rupe alta 200 metri.
L’architettura buddista si è sviluppata con uno stile proprio, autoctono, esportato poi in Birmania, Thailandia, Vietnam, Laos e Cambogia.

L’esempio più evidente è costituito dai dagoba, enormi stupa di mattoni a forma di emisfero, contenenti reliquie sacre, che nella loro semplicità rappresentano la quintessenza del buddismo.
Ma allo stesso tempo, i dagoba non mancano di esprimere un’architettura monumentale: il Jatavanarama Dagoba di Anuradhapura, alto 121 metri, costituisce il maggior monumento buddista al mondo e uno dei più grandi edifici religiosi della terra.

Sri Lanka. Monaci a Sigiriya
Monaci a Sigiriya

La natura è un’altra importante risorsa. Marco Polo, uno non a caso definì Sri Lanka l’isola più bella del mondo.
Fitte foreste tropicali, ricche di essenze di pregiate come l’ebano e il tek, si alternano a coltivazioni di palma da cocco, banani, mango e tè.
Sri Lanka vanta ben tremila specie di fiori e una fauna ricca e variegata, che comprende elefanti selvatici, leopardi, cervi, scimmie, orsi, cinghiali e coccodrilli.
Il 16% degli animali e il 23% delle piante sono endemici. I parchi e le riserve sono un centinaio, i siti Unesco otto.
Tra le attrattive del paese non bisogna dimenticare le bellissime spiagge, gli orti e i giardini botanici, le pittoresche cerimonie religiose e infine l’ottima cucina, speziata, ricca di frutti esotici.

Giulio Badini
I Viaggi di Maurizio Levi

 

Sri Lanka. Elefanti a Pinnawala

Gli elefanti di Pinnawala