Sao Tomé, isola al profumo di cacao

Volete assaporare la più gustosa tazza di cioccolata in assoluto?
Beh, dovete fare parecchia strada, ma ne vale la pena: vi toccherà, infatti, raggiungere la sperduta isola di Sao Tomé, sull’atlante un puntino tagliato dall’Equatore nel golfo di Guinea, 250 km al largo delle coste del Gabon.

Sao Tomé - Spiaggia
Una delle innumerevoli spiagge

Sao Tomé è uno dei pochi luoghi ancora ignorati dal turismo di massa, una sorta di piccolo Eden fuori dal mondo.
In realtà non posso garantire le mie affermazioni sul cioccolato di Sao Tomé, ma le piante di cacao locali sono certamente tra le più belle e rigogliose del pianeta (per non parlar del caffè).

Sao Tomé, con l’isola di Principe e altre sette isolette, è uno stato indipendente: una delle nazioni più piccole della terra.
Dal punto di vista geologico, l’arcipelago è costituito dai resti affioranti di un’antica catena montuosa vulcanica sottomarina.
Flora e fauna sono simili a quelle della vicina Guinea Equatoriale, ma con alcune specie endemiche.

Quando fu scoperta dal navigatore portoghese Pedro de Escobar, nel 1471, Sao Tomé era un’isola deserta, ricca di acque di superficie e interamente ricoperta da esuberante vegetazione, con imponenti baobab e boschi di palme e tamarindi, da cui si elevano picchi e camini vulcanici alti fino a 2.000 metri.

Ai portoghesi parve un’ottima base commerciale, prima per i traffici con la costa africana costiera, poi per la tratta atlantica degli schiavi verso le Americhe.
Il terreno fertile, il clima caldo e l’abbondanza di piogge permise l’impianto di grandi piantagioni di canna da zucchero; ben presto l’isola si popolò di coloni e avventurieri portoghesi, che la elessero a loro dimora, portando migliaia di schiavi provenienti dall’Africa.

Il sistema dei latifondi, sfruttati con manodopera a costo zero, funzionò egregiamente fino al 1530, quando Sao Tomé divenne il primo produttore mondiale di zucchero.
Poi, una rivolta degli schiavi costrinse la maggioranza dei coloni a cambiare aria e a emigrare verso il Brasile.

Sao Tomé - Edificio coloniale
Edificio coloniale

Alla canna da zucchero si sostituirono gradatamente le coltivazioni di caffè e cacao che, dopo l’abolizione della schiavitù, richiamarono schiere di lavoratori da varie zone dell’Africa, soprattutto dalle colonie portoghesi di Angola, Capo Verde e Mozambico.
L’economia di Sao Tomé rimase florida fino alla proclamazione dell’indipendenza (1975), quando salì al potere un demagogico regime di ispirazione marxista, che nazionalizzò le piantagioni e portò alla rovina la fragile economia dell’isola.

Dal 1991 Sao Tomé ha adottato forme di governo democratiche, ma la situazione resta torbida, tra clamorosi casi di corruzione, colpi di stato e la necessità impellente di gestire un ingente debito pubblico.
La recente scoperta di grandi giacimenti petroliferi offshore potrebbe però cambiare rapidamente le sorti dell’economia, alimentando nuove speranze per il futuro dell’arcipelago.

Sao Tomé non rappresenta solo un’originalità geografica, ma anche culturale.
L’eredità del passato è evidente nella composizione etnica dell’isola, che alla storica identità afro-portoghese affianca la presenza di ben sette diverse etnie diverse, spesso mescolate tra loro ma con proprie abitudini e tradizioni; la stragrande maggioranza degli abitanti dell’arcipelago sono cattolici e la lingua ufficiale è il portoghese.
Particolare è anche lo stile di vita: la fretta da quelle parti è bandita e gli abitanti di Sao Tomé sono noti per la loro flemma e il fatalismo con cui affrontano ogni evento della vita.

Sao Tomé - Monolite basaltico di Cao Grande
Monolite basaltico di Cao Grande

Dal punto di vista ambientale l’interno di Sao Tomé, costituito prevalentemente da un altopiano, risulta ricoperto da intricate giungle pluviali (la foresta occupa ancora il 70 % del territorio) mentre la costa offre spiagge vergini con sabbia bianca e nera, scogliere a picco e acque cristalline straordinariamente ricche di pesci e creature marine.
La principale attrazione dell’isola è il cosiddetto Cao Grande, un monolite basaltico alto ben 700 metri che svetta dalla coltre verde della foresta; non lontano si trova il Cao Paqueno, alto 388 metri ma ugualmente spettacolare.

Il clima è equatoriale e varia a seconda dell’altitudine, con un nord più secco e un sud più piovoso.
La capitale, anch’essa chiamata Sao Tomé in onore del protettore San Tommaso, fu fondata nel 1485 e si trova sulla costa nord-orientale, affacciata su una suggestiva baia: è una tranquilla cittadina (55 mila abitanti) le cui viuzze sembrano addormentate nel loro polveroso torpore, con parecchi edifici coloniali abbandonati alle intemperie ma con parchi e giardini ben curati.

Sao ToméDa non perdere il cinquecentesco forte portoghese di Sao Sebastiao, oggi sede del Museo Nazionale e del Museo dello Schiavismo; bella anche Nossa Senora da Graça, la più antica cattedrale africana, decorata da pregevoli azulejos, e il colorito mercato.

Al centro dell’isola si trovano la minuscola cittadina di Trinidade e le suggestive cascate di Sao Nicolau; consigliata è la salita al Pico Sao Tomè, da cui si gode un suggestivo panorama sulla foresta circostante.

Il centro di riproduzione delle tartarughe marine verdi, sulla spiaggia di Morro Peixe, merita senz’altro una vista, così come la Praia dos Tamarindos, affacciata su un mare insolitamente blu e circondata da una vegetazione lussureggiante.

Le attrattive di Sao Tomé sono davvero tante. Per citarne alcune: Roça Agua Izè, la più estesa delle piantagioni di cacao, con l’elegante casa signorile costruita in stile coloniale; la Boca de Inferno, dove il violento flusso delle acque marine che si incanalano in uno stretto corridoio roccioso, crea spruzzi impressionanti; la piacevole Ilha das Rolas, raggiungibile in piroga a motore da Porto Alegre.
In autunno è tassativo non perdere lo spettacolo del passaggio al largo delle gigantesche megattere.

Giulio Badini
I Viaggi di Maurizio Levi