Rajasthan

Rajasthan, terra dei Maharaja

Rajasthan, terra dei MaharajaDonne dagli abiti coloratissimi e dai gioielli raffinati, elefanti sontuosamente bardati, città che sembrano emergere dal deserto come da un sogno.
Se siete alla ricerca dell’India romantica, quella dei libri di viaggio e dei bei tempi andati, allora non vi resta che partire per il Rajasthan.
Situato nel nord-ovest dell’India presso i confini con il Pakistan, il Rajasthan, grande più dell’Italia, è occupato in gran parte dalle steppe e dal deserto del Thar.

Da qui sono passate per secoli le carovane che collegavano il subcontinente indiano con la Cina, la Persia e l’Asia minore, lungo un percorso mercantile costellato di caravanserragli e splendide città: un’eredità storica ancor oggi tenuta viva da piccole carovane di pastori nomadi si spostano da un pascolo all’altro con greggi e masserizie.

Rajasthan, terra dei MaharajaIl Rajasthan è la regione indiana che più risente in maniera radicata dell’antica impronta feudale: si tratta, infatti, dell’antica Rajputana, la patria dei rajput, i figli del re, valorosi e fanatici guerrieri medievali che rispondevano a un rigoroso e spietato codice d’onore, per il quale era preferibile morire piuttosto che arrendersi, e per le donne e i figli suicidarsi piuttosto che cadere in schiavitù.

Il Rajasthan è anche il paese dei mitici Maharaja, ricchi signori feudali che fino a mezzo secolo fa esercitavano ancora un potere assoluto dalle loro sfarzose regge (oggi spesso trasformate in musei o alberghi di lusso).

Le distese steppose del Thar e i monti Aravalli, che separano la zona arida da quella umida ricoperta da foreste, celano caratteristici villaggi con capanne di fango abitate da comunità pastorali che hanno mantenuto intatto nel tempo lo stile di vita tradizionale.

La popolazione è formata da un vero caleidoscopio etnico, che affonda le radici nella preistoria e caratterizzato da una quantità di popoli diversi che si differenziano l’uno dall’altro per i costumi, gli abiti, i gioielli, la religione e l’artigianato.

Questa civiltà composita ha espresso in passato una raffinata architettura, come dimostrano i numerosissimi templi, moschee, monumenti funerari, fortezze e lussuosi palazzi che costellano la regione.

I colori del deserto sono gli stessi che si ritrovano nei turbanti degli uomini e negli abiti delle donne, ma anche nelle case delle città, ognuna caratterizzata da una tonalità cromatica predominante: colori che non sono semplicemente decorativi, ma costituiscono una sorta di linguaggio, con precisi e complessi significati.

Rajasthan, terra dei Maharaja

Un viaggio in Rajasthan richiede al minimo una decina di giorni, tempo appena sufficiente per vedere le più famose e importanti località turistiche della regione, visitando il Deserto del Thar e i Monti Aravalli.

Prima tappa d’obbligo Udaipur, una delle città più romantiche e suggestive dell’India, con i palazzi imbiancati di calce, i suoi templi turriti, le cupole del sontuoso palazzo reale, che si specchiano nelle acque smeraldine del lago Pichola.

Notevole è l’inaccessibile forte di Kumbalgarh (XV secolo), situato a 1100 metri di quota sui monti Aravalli, protetto da sette possenti bastioni per una lunghezza complessiva di 36 km, che racchiudono templi, palazzi e giardini.

Imperdibile è anche Ranakpur, il maggiore e il più bel complesso indiano di templi giainisti in marmo bianco cesellato, meta di pellegrini ma quasi ignorato dal turismo di massa, in quanto ubicato in luogo suggestivo e isolato.

Dopo la visita della riserva naturale degli Aravalli, dove fitte foreste celano la presenza di orsi, leopardi, iene, sciacalli, antilopi e coccodrilli, attraverso un paesaggio bucolico si raggiunge Korta, con i suoi villaggi tribali dalle atmosfere medievali e le donne dagli abiti  policromi.

Da visitare anche il seicentesco forte di Bhedrajun e infine Jodhpur, la cosiddetta “città blu”, con le sue case cubiche e sede di una delle più sontuose residenze reali indiane.

Giulio Badini
I Viaggi di Maurizio Levi

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