Nicaragua, terra da scoprire

Nicaragua, Granada
Granada

Il Nicaragua, il più grande tra i cinque paesi che costituiscono il Centro America, è più noto per le recenti vicende storico-politiche – in particolare la rivoluzione sandinista e la successiva guerra civile – che per il suo straordinario patrimonio naturalistico, in gran parte ancora intatto e fino ad ora scarsamente sfruttato dall’industria del turismo internazionale.
Il Nicaragua è terra di grandi laghi, vulcani ed estese foreste. Confina a nord con l’Honduras e a sud con il Costa Rica, mentre ad ovest si affaccia sull’oceano Pacifico e ad est sull’Atlantico.

Nicaragua, vulcanoCirca 25 milioni di anni fa al posto dell’odierno Nicaragua si estendeva un oceano che separava in due il continente americano; poi la collisione tra le due placche continentali e l’intensa attività vulcanica fecero emergere una stretta lingua di terra a collegare i due blocchi in un unico continente.
A riprova di questa movimentata storia geologica restano modesti rilievi montuosi, ben 58 vulcani (di cui 6 ancora attivi) e una vasta depressione tettonica occupata da due enormi laghi: il lago Managua e soprattutto il lago Nicaragua, con i suoi 8.157 kmq di superficie il secondo lago dell’America Latina, quasi un mare interno, costellato da centinaia di isole.

Dal punto di vista geografico il Nicaragua si divide in tre regioni distinte: fertili pianure e lagune lungo la rettilinea costa pacifica, dove si concentra oltre il 62 % della popolazione; un vasto altopiano centrale con cordigliere e vulcani, con vallate e paesaggi di aspetto andino; e infine la vasta e spopolata pianura della costa caraibica, ricca di estuari fluviali, baie, spiagge sabbiose e barriere coralline, quasi interamente ricoperta da rigogliose foreste pluviali.

NicaraguaQuesta estrema varietà ambientale è all’origine dell’ingente patrimonio naturalistico del paese, ancora fondamentalmente integro: le foreste e le aree umide del Nicaragua ospitano un gran numero di specie di uccelli (pappagalli, are, tucani, colibrì, quetzal) e rare piante da fiore, tra cui spiccano  infinite varietà di orchidee selvatiche.
La popolazione è formata per il 14% da discendenti di coloni europei, dal 5% di amerindi autoctoni, mentre la maggioranza è costituita da gruppi di meticci.

Nazione piuttosto povera, il Nicaragua basa la sua economia sulle esportazioni di cotone, zucchero, caffè e carni; a queste voci, dopo la pacificazione nazionale, si è aggiunta quella del turismo, praticato in modo sostenibile e nel rispetto dell’ambiente, grazie ad una politica attenta e decisa a salvaguardare il patrimonio naturale della regione.
O almeno si spera, poiché il progetto di creare un nuovo canale interoceanico tra il Pacifico e l’Atlantico, attraverso il lago Nicaragua, è ormai prossimo a essere realizzato.

Nicaragua, AmacheUno dei possibili itinerari in Nicaragua inizia dalla capitale Managua, affacciata sul lago omonimo e circondata da vulcani.
La prima meta è il Parco Nazionale del vulcano Masaya, dove tra poderose colate laviche si può salire in auto fino al cratere attivo che erutta fumi e vapori, per poi proseguire verso l’elegante città di Granada, sul lago Nicaragua, antica capitale fondata nel 1524 e ricca di splendidi edifici coloniali in stile castigliano.
Escursione d’obbligo alle Isletas, un arcipelago di 360 isole vulcaniche ricche di piante tropicali e di uccelli, e all’isola di Ometepe, sormontata da due vulcani gemelli e disseminata di petroglifi e statue monolitiche lasciate dagli Olmechi giunti fin qui dal Messico prima dell’anno 1000.
Degno di visita è anche l’arcipelago di Solentiname, dove negli anni Sessanta un frate sandinista e poeta di fama (divenuto poi ministro della cultura) riuscì a valorizzare il talento artistico degli abitanti, oggi apprezzati pittori naif.
Da non mancare la riserva naturalistica di Los Guatuzos, presso il confine con il Costa Rica, un labirinto di fiumi e paludi popolato da coccodrilli e tartarughe.
Discendendo l’imponente Rio San Juan si raggiunge quindi la maestosa fortezza seicentesca spagnola di El Castillo, circondata da una foresta vergine abitata da bradipi, caimani, scimmie, tucani e giaguari.
Lungo il Rio Escondido, tra la lussureggiante vegetazione tropicale, si arriva poi a Bluefields, porto fondato quattro secoli fa dai pirati, e quindi a Little Corn Island, dove approdò Colombo nel 1502, un gioiello ambientale con spiagge degne di Robinson Crusoe, luogo ideale per la balneazione e lo snorkeling.
Il viaggio termina con la visita di León, centro culturale e città a spiccata vocazione rivoluzionaria, come attestano i pregevoli dipinti murali sandinisti disseminati tra i molti edifici coloniali, tra cui la maestosa cattedrale, di recente riconosciuta dall’Unesco come patrimonio dell’umanità.

Giulio Badini
I Viaggi di Maurizio Levi

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