Laos e Cambogia

Riaperti agli stranieri dopo le tragiche vicende belliche dell’ultimo mezzo secolo, Cambogia e Laos sono paesi diversi dal punto di vista ambientale e umano ma con elementi comuni che li rendono idealmente complementari e giustifica il fatto che siano spesso meta di un unico viaggio.

Il Laos, incastonato tra Vietnam, Cina Meridionale (Yunnan), Birmania, Thailandia e Cambogia, rappresenta il più piccolo, il meno abitato e anche il meno conosciuto e frequentato tra gli stati della penisola indocinese, ma è al tempo stesso, il più autentico e incontaminato.

Più piccolo dell’Italia e senza sbocchi al mare, con la più bassa densità demografica del sud-est asiatico, il Laos è costituito da una serie di altopiani di 1500-2000 metri di altitudine, circondati da impervie montagne e incisi profonde vallate ricoperte da foreste tropicali tanto fitte da risultare spesso inaccessibili.
La geografia e il clima tropicale monsonico continentale, con intense piogge estive, ne fanno un paese povero e tecnologicamente arretrato, privo di ferrovie, strade e industrie, con un’economia basata su un’agricoltura primitiva (riso, mais, tè e caffè) e spesso dipendente dai capricci meteorologici.
Nonostante le recenti vicissitudini storiche, il Laos è un paese pacifico, intatto e incontaminato, dove la civiltà consumistica stenta ad affermarsi.
I retaggi materiali e spirituali del passato, così come gli usi e i costumi di una miriade di popolazioni tribali, asserragliate con i loro tradizionali stili di vita tra le erte montagne del nord, sono tuttora vivi.

Laos - donnaUna delle caratteristiche e delle grandi attrattive del Laos è, infatti, costituita dalla varietà etnica della sua popolazione.
Se l’80% dei 6 milioni di laotiani sono di stirpe Thai-Lao, parlano il lao e sono buddisti, nei villaggi tra le montagne e le foreste del Nord vivono ben 130 gruppi etnici che parlano lingue e dialetti diversi e sono animisti.
L’isolamento geografico ha consentito a queste piccole comunità di mantenere immutato fino ad oggi il loro stile di vita, basato sulla pratica dell’agricoltura nomade, della caccia e dell’allevamento di suini.
I loro insediamenti sono per lo più villaggi di capanne di legno e bambù su palafitte e spesso le donne esibiscono abiti vistosi e sgargianti, riccamente decorati, con coreografici copricapi.

Cambogia - AnghorLa Cambogia, grande oltre la metà dell’Italia e confinante a nord con il Laos, occupa la parte centrale della penisola indocinese e in pratica si presenta come un enorme bassopiano alluvionale tagliato longitudinalmente in due dal fiume Mekong e affacciato sul golfo del Siam.
Il Mekong, anima e arteria vitale del paese, provvede abbondanza d’acqua e di pesce (tra cui gli ormai rari delfini d’acqua dolce).
Largo in certi punti oltre cinque chilometri forma si allarga poi nel Tonlè Sap, un lago a superficie variabile, capace di espandersi dai 3000 ai 13000 kmq durante la stagione delle piogge monsoniche estive.

Terra di grandi civiltà fin dall’epoca protostorica, la Cambogia ha subìto notevoli influenze culturali e religiose esterne, soprattutto induiste e buddiste, rielaborandole poi in una creativa cultura autoctona.
Il maggior periodo di splendore si ebbe tra IX e XV secolo con il regno Khmer, che estendeva il proprio dominio su tutto il sud-est asiatico.
A questo periodo risale la straordinaria architettura monumentale della Cambogia, giunta quasi intatta fino a noi.
Grandi ingegneri idraulici e ottimi agricoltori, gli antichi Khmer regimentarono le acque con dighe, canali e bacini artificiali, costruirono strade, ponti ed edificarono imponenti città con templi, monumenti ed edifici possenti.

Cambogia - AnghorAngkor, la capitale, copriva una superficie di 400 kmq con 287 imponenti edifici, e si può considerare a pieno titolo uno dei maggiori centri artistici e culturali del mondo.

Per la costruzione del solo quartiere di Angkor Wat, esteso su 208 ettari, si stima siano stati necessari ben quarant’anni di lavoro, 10000 operai, 50000 elefanti, 700 zattere e 4000 carri.

Ma la Cambogia non è solo Angkor: oltre i confini della città si estende una terra in cui l’esistenza segue ancora i ritmi della natura, dove la vita è regolata da una miscela di saggezza e moderazione che neppure le atrocità dei Khmer Rossi di Pol Pot sono riuscite a scalfire.

Giulio Badini
I Viaggi di Maurizio Levi 

 

SHARE
Articolo precedenteIl mio ritorno alla Terra
Articolo successivoViaggio Verso