Groenlandia

Partecipare a una trasferta di caccia con gli Inuit e i loro cani husky nelle sperdute lande ghiacciate della Groenlandia artica, è un’avventura emozionante: una vera e propria spedizione portando sulle slitte tutto il necessario per sopravvivere parecchi giorni in un ambiente decisamente ostile.
Alla parola caccia molti potrebbero storcere il naso: ma è bene ricordare che per millenni caccia e pesca hanno costituito la base dell’economia di queste popolazioni, unica speranza di sopravvivenza in un habitat che non offriva alcuna altra risorsa.
Oggi tali spedizioni sono diventate un’attività occasionale, prevalentemente a uso dei pochi turisti che visitano il paese, ma per gli Inuit questi viaggi sono ancora considerati autentiche battute di caccia.

Groenlandia, Inuit, husky e slitteUbicata assai più vicino all’America settentrionale che non all’Europa, la Groenlandia (stato semiautonomo federato della Danimarca) è la maggior isola del pianeta e anche il paese più freddo abitato stabilmente.
La maggior parete del territorio – quasi tutto compreso oltre il Circolo Polare Artico – è coperto da una coltre perenne di ghiaccio spessa anche alcuni chilometri, dove si registrano temperature che possono sfiorare i 60°C sotto lo zero e solo nella zona meridionale appare la tipica vegetazione della tundra artica che permette l’allevamento delle pecore.
Curiosamente anche l’estremo nord dell’isola è sgombero da ghiacci perenni, poiché l’aria troppo secca non ne consente la formazione.
Le coste si presentano frastagliate, con un fitto intrico di fiordi e isolotti, affacciati su uno dei mari più pescosi del mondo.
Tutti i pochi centri abitati si trovano sulla costa occidentale, riscaldata dalle correnti marine atlantiche, mentre quella orientale è inaccessibile per gran parte dell’anno a causa del ghiaccio prodotto da una corrente fredda che scende dal Mar Glaciale Artico.

Groenlandia, Inuit, husky e slitteLa Groenlandia fu scoperta nel 982 dal norvegese Erik il Rosso e poi colonizzata dai suoi compatrioti vichinghi, i quali vi trovarono una popolazione preistorica che aveva fatto due scoperte fondamentali: il kayak, per pescare in mare, e la slitta trainata da cani, per spostarsi nell’interno.
La Groenlandia è la terra degli Inuit, popolazioni di origini mongoliche emigrate a queste latitudini dall’Asia centrale in epoca preistorica, di bassa statura, fisico tozzo, faccia appiattita e occhi a mandorla.
Per millenni (e fino a pochi decenni fa) gli Inuit, sono stati cacciatori e pescatori nomadi, vestivano di pellicce di animali vivendo d’estate sotto tende di pelli e d’inverno negli igloo.
Taciturni e solitari, vivono ancor oggi in piccole famiglie assai solidali le une con le altre, sanno sfruttare con perizia ogni risorsa offerta da un ambiente povero e ostile, rispettano con rigore la natura, sono animisti con ottime conoscenze astronomiche e si orientano con le stelle.

La spedizione di caccia dura cinque giorni e si svolge nella regione artica a nord di Quaanaaq, l’insediamento più settentrionale del mondo, l’Ultima Thule degli esploratori artici.
Punto di partenza è Illulissat, una piccola cittadina di 4500 anime dalle case di legno dai colori vivaci, ubicata allo sbocco dell’omonimo fiordo.
Presso Illulissat si trova la maestosa Disko Bay (sito Unesco), sede del maggior ghiacciaio dell’emisfero settentrionale: una baia dalle acque blu intenso, costellata da centinaia di iceberg di ogni forma e dimensione, che illuminati dai raggi del sole offrono uno spettacolo inimmaginabile.
Da visitare il museo dedicato alle esplorazioni polari e il singolare Museo del Freddo.

Groenlandia, Inuit, cani, slitteQuaanaaq si raggiunge in aereo, sorvolando gli infiniti ghiacciai della Groenlandia centro-nord, regno degli ultimi orsi polari.
Il villaggio, fondato nel 1953, conta 640 abitanti e si affaccia sull’affascinante baia di Melville, dista appena 1300 km dal Polo Nord ed è stato utilizzato come base storica per tutte le spedizioni polari.
Da qui si parte con cani e slitte verso nord, per un’avventura unica e indimenticabile alla scoperta del continente bianco, superando il fiordo di Robertson, le montagne di Siorapaluk e Neqé e Kap Powell, con unici possibili compagni di viaggio volpi, orsi, lupi, foche dagli anelli, trichechi, narvali, beluga e uccelli marini; a Siorapaluk si calcola si concentrino tra 20 e 40 milioni di piccoli puffin (pulcinella di mare), gioia delle fameliche volpi artiche.
Si dorme in tende riscaldate sulle slitte, oppure nelle minuscole capanne dei cacciatori; i pasti si basano su prodotti liofilizzati e disidratati.
Le temperature medie in maggio oscillano tra -5 e -15° C, ma per l’assenza di umidità nell’aria la percezione del freddo è limitata.
Causa il progressivo spopolamento demografico dell’estremo nord, le impegnative spedizioni di caccia diventano ogni anno più rare, poiché i giovani preferisco migrare altrove oppure dedicarsi ad attività più remunerative e meno faticose.
Ogni spedizione potrebbe essere l’ultima: i patiti dell’avventura artica farebbero quindi bene ad affrettarsi…

Giulio Badini
I Viaggi di Maurizio Levi