In viaggio con cercatori, fuggitivi, pellegrini

Ferdinand Georg Waldmuller - Il malore del pellegrino

Oltre. In viaggio con cercatori, fuggitivi, pellegrini è il titolo della mostra che fino al 9 ottobre, racconta – presso la Casa delle Esposizioni di Illegio – Tolmezzo (Udine) – la storia sacra del viaggiare umano attraverso un percorso di quarantacinque dipinti dal Quattrocento al Novecento, provenienti da trenta collezioni d’Europa, che traggono ispirazione da Bibbia, mitologia greca e latina, letteratura cristiana medioevale e Divina Commedia.

Riflettendo le diverse esperienze di mobilità umana, l’esposizione mette l’accento su cosa accade dentro l’uomo in viaggio, perché lì sta la chiave di volta della cultura occidentale antica e cristiana: inquietudine e ardore di conoscenza che spingono a superare i confini, spaesamento e violenza che travolgono e rendono nomadi, certezza di una meta che sta alla base dei cammini religiosi di Israele e dei pellegrinaggi, metafora stessa della vita e della fede.

Immergendo il visitatore in percorsi, cammini, esodi, fughe, naufragi tormentati e ricerche avventurose, l’esposizione scandaglia il viaggiare come simbolo dell’insopprimibile desiderio dell’uomo di trovare il senso, di superare se stesso, di vivere pienamente: e tutto questo viene raccontato nei dipinti su tela e su tavola, scelti in un arco temporale di cinquecento anni.

Bernardino De Donati - Enea alla corte di Didone
Bernardino De Donati – Enea alla corte di Didone

Spaziando dalle opere più antiche, come la tempera su tavola “Storie di San Nicola” di Mariotto di Nardo, alla più recente, “La Barca di Caronte” di Jose Benlliure y Gil, l’itinerario espositivo rappresenta a sua volta un autentico viaggio lungo cinque sezioni tematiche: “Chiamati. In viaggio per intervento di Dio”; “Cambiati. Trasformati lungo il cammino”; “Fuggitivi. In viaggio tra speranza e disperazione”; “Pellegrini. Mendicanti della grazia”; “Più in là. L’audacia della conoscenza, dell’amore, dell’eternità”.

Ma il cuore della mostra sta specialmente in alcuni capolavori, che riflettono le diverse esperienze di mobilità umana. Uno è firmato dal grande fiammingo Jacob Jordaens, nel 1652, “La Sacra Famiglia in fuga su una barca” e proviene dall’imponente Castello di Skokloster, sul lago Mälaren, non lontano da Stoccolma: nel quadro ci sono intensità di fede e finezza d’arte, disperati e spensierati, passato e presente.

E di fuggitivi si ragiona anche davanti alla tavola del Museo Borgogna di Vercelli, dipinta da Bernardino de’ Donati agli inizi del Cinquecento, che mette in scena Enea alla corte di Didone. Quanto ai pellegrini, se ne vedono di antichi e di recenti, come nell’opera di Lorenzo Monaco dal Museo di San Marco di Firenze, “San Nicola che salva i naviganti”, del 1415 circa, e in altre tele che mostrano le vie della preghiera percorse anche valicando i monti, come nell’infiammato dipinto del 1859, a firma di Ferdinand Waldmüller, “Il malore del pellegrino”, dal Leopold Museum di Vienna.

Sandro Filipepi, detto Botticelli - Adorazione dei Magi
Sandro Filipepi, detto Botticelli – Adorazione dei Magi

Oltre. In viaggio con cercatori, fuggitivi, pellegrini
Casa delle Esposizioni di Illegio – Tolmezzo (Udine)
www.illegio.it