Viaggiare fra le righe

È il viaggio il tema scelto per il percorso 2012/2013 dei gruppi di lettura organizzati dalle biblioteche trentine. Utilizzando la solita formula – un numero di persone che amano leggere e parlare di ciò che hanno letto – i gruppi si riuniscono con cadenza regolare, secondo un calendario stabilito dalle singole strutture (http://www.trentinocultura.net/). Per i prossimi incontri, si è deciso di mettere l’accento su quella che può essere insieme un’esperienza concreta e una categoria dello spirito: da sempre, il viaggio è uno dei grandi protagonisti della letteratura.

Si fondano sul viaggio i poemi antichi (“Iliade”, “Odissea”, “Eneide”) e i classici della letteratura italiana, dalla “Divina Commedia” alle opere di Boccaccio e dell’Ariosto. Nel XIX secolo, il viaggio viene declinato come fuga dalla realtà e dalla società occidentale per diventare tema dominante in autori come Stevenson, Melville, Conrad, e restarlo anche nel XX secolo, con le grandi opere della narrativa americana, da Mark Twain alla Beat Generation, fino alla contemporaneità, con importanti riscontri e sviluppi anche nella narrativa italiana. Di qui, il grande mito dell’on the road, per cui nel viaggio non conta tanto la meta, quanto il viaggio stesso, come ricerca delle proprie ragioni di vita.

In questa sterminata letteratura, le biblioteche della provincia di Trento hanno scelto una serie di libri che rappresentano la varietà di accezioni e motivazioni del viaggio, oltre che le diversità di stile e scrittura. I testi sono “La linea d’ombra” di Joseph Conrad, “Il re della pioggia” di Saul Bellow, “Vita” di Melania Mazzucco, “La strada” di Cormac McCarthy e “Notturno indiano” di Antonio Tabucchi.

Il primo è un celebre romanzo breve, uscito nel 1917, in cui Conrad prende spunto da un’esperienza realmente vissuta, il suo primo comando sul vapore Vidar, a bordo del quale, a trent’anni, fa rotta verso l’arcipelago malese. Ma la vicenda va molto aldilà del resoconto di viaggio, e la “linea d’ombra” diventa simbolicamente quella della fine della giovinezza e del difficile passaggio all’età adulta.

“Il re della pioggia”, uscito nel 1959, ha come protagonista Eugene Henderson, cinquantacinquenne americano che improvvisamente trova insopportabile la vita di agi e privilegi che ha condotto fino a quel momento e sente il bisogno di un altrove che lo salvi dalla minaccia dell’alienazione. Decide di puntare verso l’Africa, compiendo un viaggio alla ricerca del senso del mondo e di se stesso.

Ma fra i tanti motivi che negli ultimi due secoli hanno spinto le persone a mettersi in viaggio c’è l’emigrazione, un fenomeno che ha visto protagonisti milioni di italiani, in diverse stagioni e verso varie mete. “Vita” di Melania Mazzucco (Premio Strega 2003) racconta la vicenda di due giovanissimi emigranti che approdano agli Stati Uniti all’inizio del Novecento, la cui storia assume anche aspetti drammatici, dando conto di sacrifici, umiliazioni e patimenti che non venivano risparmiati agli emigranti una volta raggiunta la “terra promessa” aldilà dell’oceano.

Nel 2006, Cormac McCarthy pubblica il romanzo destinato ad allargare a livello mondiale la sua fama. “La strada” è la narrazione del viaggio che un padre e un figlio compiono in una sorta di day-after, attraverso un mondo devastato e riportato a una dimensione primitiva. La meta è incerta, ma la scrittura di McCarthy risulta precisa, spietata, capace di mettere a nudo l’anima delle cose, fino a un finale da cui trapela una irriducibile speranza di vita.

Infine, è sembrato giusto rendere omaggio a un importante scrittore italiano, recentemente scomparso, per cui la dimensione del viaggio è stata sempre molto presente. Antonio Tabucchi, con il suo “Notturno indiano”, racconta del viaggio compiuto da un uomo alla ricerca di un amico. Il percorso si snoda fra luoghi noti e meno noti dell’India contemporanea, e ruota intorno al disvelamento di un enigma, elemento tipico e ricorrente in Tabucchi, per il quale ogni persona è un enigma anche per se stesso. E qui, fra inseguitore e inseguito, si scoprirà che forse i segreti coincidono.

 

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