Strade, viaggi, confini

Immagine di “La via Emilia. Strade, viaggi, confini”, Fotografia Europea 2016La via Emilia. Strade, viaggi, confini.
Sarà questo il tema dell’edizione 2016 di Fotografia Europea, festival di Reggio Emilia
che si pone ogni anno come punto di riferimento in Italia per l’arte fotografica: la prossima edizione si svolgerà dal 6 maggio al 10 luglio, ispirandosi – dopo trent’anni – alle “Esplorazioni sulla via Emilia”, opera collettiva di immagini e parole sul paesaggio, ideata nel 1986 dal fotografo Luigi Ghirri.

Entro il 10 gennaio, fotografi e curatori possono proporre al comune i loro progetti espositivi, rispondendo a un’occasione imperdibile per chiunque voglia mostrare il proprio talento nel campo della fotografia.
Immagine di “La via Emilia. Strade, viaggi, confini”, Fotografia Europea 2016Nel dettaglio, si tratta di dare la propria adesione con la proposta di una mostra ospitata negli spazi della città trasformati in gallerie d’arte come negozi, alberghi, bar, ristoranti, circoli, ospedali scuole, teatri e case private, caricando il proprio progetto nel sito di Fotografia Europea nella sezione circuito Off.

Di cosa tratta la mostra? Ci si interrogherà sul significato attuale di strade, confini e fotografia, proponendo la metafora del viaggio di un “io narrante”, visto che tutti – in maniere differenti – stiamo cercando la nostra via, la nostra strada, anche con l’aiuto della fotografia, strumento fertile, mai richiuso in se stesso.
Lo stesso varrà per la metafora del confine, inteso come limite che tutti sperimentiamo e come ostacolo che chiude strade, come blocco da superare: un’idea contemporanea, in un tempo dove, accanto a muri appena caduti, se ne costruiscono di nuovi.

Immagine di “La via Emilia. Strade, viaggi, confini”, Fotografia Europea 2016In particolare, l’evento non intende soltanto aggiornare le immagini di trent’anni fa, ma soprattutto evidenziare come in questi tre decenni siano cambiati tanto il mondo quanto i modi di rappresentarlo, in particolare quanto siano cambiate la pratica e la teoria fotografica, il linguaggio attraverso il quale si esprime oggi chiunque utilizzi uno strumento fotografico: le “strade” sono dunque contemporaneamente anche quelle della fotografia, i suoi confini, le sue frontiere, i suoi transiti.

Immagine di “La via Emilia. Strade, viaggi, confini”, Fotografia Europea 2016Il tutto nella coscienza che questa mutazione epocale – attivata dai processi di globalizzazione e digitalizzazione del mondo – possa ancora trovare chiavi di lettura valide nelle riflessioni di chi ci ha preceduto, e ha provato anche a immaginare il futuro, oltre a leggere il presente.

In particolare, come filo conduttore, il festival proporrà un ragionamento sulla grande arteria romana che va “dal fiume al mare” approdando alle altre strade del mondo, ai luoghi di transito e di confine all’interno della società interconnessa.

Immagine di “La via Emilia. Strade, viaggi, confini”, Fotografia Europea 2016Un’importante novità per l’edizione 2016 sarà la partecipazione di prestigiose realtà culturali e artistiche della regione, come la fondazione Mast di Bologna e il Centro studi e archivio della comunicazione (Csac) di Parma, centro di ricerca dell’Università, fondato da Arturo Carlo Quintavalle nel 1968, che collaborano al festival con la proposta di una mostra inerente o collegata al tema portante di Fotografia Europea.

Per informazioni e chiarimenti sulla partecipazione all’evento, si può contattare Antonella Cipressini al contatto mail circuito.off@fotografiaeuropea.it oppure telefonicamente al 346 5298011.

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