Valigie d’artista

Immaginate di mettere in valigia tutti i vostri ricordi, sogni, emozioni e riflessioni sociali per intraprendere un appassionato viaggio dell’anima. È questo il significato profondo della mostra “La valigia… Viaggio nell’immaginario femminile”, la sorprendente esposizione che sarà ospitata a Collegno (Torino) dall’8 al 29 marzo, presso la Sala Espositiva del Museo della Città. Ideato e curato da Maria Antonietta Claretto, l’appuntamento con le valigie d’artista itineranti fotografa in maniera delicata e romantica l’eterna ricerca dell’essere umano circa il mistero legato alla sua esistenza, che lo conduce in un lungo viaggio attraverso tempo e spazio.

L’idea nasce a Susa nel 2009, nell’ambito della sesta edizione di “Non solo mimose”, una manifestazione voluta dalla stessa Claretto per offrire una maggiore visibilità alle artiste di Val Susa, Torino, provincia e non solo. “Tra gli altri appuntamenti dedicati a musica, fotografia e arti in genere, ho pensato di costruire un evento intorno al tema della valigia”, ricorda Maria Antonietta.Il bagaglio rispecchia la mia passione per i viaggi, ma soprattutto è la metafora di un cammino interiore, che può anche proiettarsi verso l’esterno”.

Val16VALIGIE IN MOSTRA
L’esposizione presenta le valigie – vere, costruite, reinventate – di trentasette artiste, che hanno usato il più tradizionale accessorio da viaggio per raccontare una vicenda personale o riflettere su una tematica importante. “La pittrice italo-argentina Ana Paula Difranco ha rappresentato un albero per richiamare l’importanza di non perdere le proprie radici, l’ombra rassicurante simile a quella dei nostri antenati, il tema dell’emigrazione”, cita Maria Antonietta.

Oppure c’è l’opera di Valeria Di Ponio, un’artista che utilizza di preferenza le ombre e le sfumature in una ritrattistica d’espressione che indaga a fondo l’anima dei suoi soggetti. “Su una Val28valigia bianca, viene tratteggiato il volto di una donna di colore, ritratta in posizione distesa per ricordare i viaggi della speranza, i lunghi spostamenti in barca alla ricerca di un miraggio di vita”.

Un’altra valigia affronta il doloroso ricordo dell’alluvione del Polesine, riempita di oggetti e ritagli di giornale; un’altra racconta una pluralità di mondi, interiori, esteriori, passioni, elementi, trasformazioni, sacralità, identità e luce. “Se un quadro consente di conoscere un artista come una stretta di mano, una valigia permette di entrare nella sua intimità, di comprenderne le peculiarità e i pensieri più profondi”. La mostra sorprende per la sua Val22incredibile varietà di tecniche, ma anche per le dimensioni spesso “ingombranti” delle opere d’arte, come lo striscione di circa quattro metri della scultrice chierese Tegi Canfari.

PRONTE, SI VIAGGIA!
Come ogni bagaglio che si rispetti, quello raccolto da Maria Antonietta Claretto non è destinato a restare fermo troppo a lungo, ma a viaggiare continuamente. Oltre alle esposizioni in giro per l’Italia (tra cui a Palazzo Lazzarini di Morrovalle, nella Cascina Roland di Villar Focchiardo e nel Museo Civico di Chieri) e all’estero (presso le francesi Salles Voutées di Cassis), alcune valigie hanno intrapreso percorsi paralleli e appassionanti: quella afrocubana creata da Maria Giulia Alemanno è stata ospitata dal programma di Rai Tre “Alle falde del Kilimangiaro” per le puntate estive del 2010. Si tratta di un’opera dipinta ad olio con inserti di collage, dal titolo “Yemayà sapeva”, su cui l’autrice ha impresso i suoi ricordi della luce del Malecón e della stanza scura di un solar di L’Avana.

Val27“La valigia è il simbolo di spostamenti, mutamenti, ma anche un mezzo materiale attraverso il quale imbastire un racconto, talvolta gioioso, altre volte sofferto, ma sempre ricco di ricordi, emozioni, fantasie e sogni che appartengono al bagaglio di vita vissuta o desiderata delle artiste e che, di riflesso, rispecchiano questa nostra umanità”. L’arte rappresenta da sempre la testimonianza, tangibile e allegorica al tempo stesso, del percorso che ogni giorno ciascuno di noi compie verso la conoscenza di se stesso e della realtà che lo circonda.

SCRITTO NEL DESTINO
Maria Antonietta Claretto conserva nel cuore il ricordo di un viaggio fatto molti anni fa, a Venezia, dove ha alloggiato presso un hotel che portava come secondo nome “A la valigia”. I gestori le avevano raccontato di un evento avvenuto nella primavera del 1947, quando una valigia abbandonata venne dipinta con autoritratti, nature morte, paesaggi e oggetti da ventisette artisti locali, che fondarono “L’Ordine degli Amici della Valigia”, un simbolico cenacolo di artisti veneziani noto alle riviste d’arte di tutto il mondo. “Quel racconto mi ha profondamente affascinata e ha rafforzato in me l’idea di organizzare un evento che celebrasse questo oggetto così comune e allo stesso tempo suggestivo”. Nelle intenzioni iniziali, c’era quella di portare la mostra nei luoghi di passaggio per eccellenza, come gli aeroporti o le stazioni. Chissà. Per adesso, il viaggio continua.

Dove:
Sala Espositiva del Museo della Città
Piazza Cavalieri della Santissima Annunziata, 7 – Collegno (TO)
Quando:
8 – 29 marzo
Inaugurazione: venerdì 8 marzo alle ore 18,00
Orari visite: dal giovedì alla domenica 15,00 – 18,30
Hanno realizzato le valigie:
Germana Albertone – Maria Giulia Alemanno – Daniela Allosio – Ines Daniela Bertolino – Anna Branciari – Carla Bronzino – Graziella Caccia – Tegi Canfari – Sara Carbone – Alda Carletti – Flaviana Chiarotto – Venere Chillemi – Elena Copetti – Luisella Cottino – Grazia Corazzini – Ana Paula Difranco – Valeria di Ponio – Cécile Dossogne – Moja Giovenale – Enrica Guerra – Lia Laterza – Mariella Loro – Adriana Lucà – Gabriella Malfatti – Clara Marchitelli Rosa Clot – Serafina Marranghino – Maria Paglia Gilardi – Nella Parigi – Margherita Petrillo – Daniela Pitton – Rosa Quaglieri – Rosella Quintini – Dina Russo – Silvana Sabbione – Lucia Spagnuolo – Antida Tammaro e M. Antonietta Claretto

 

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