Tutti a Sant’Orso

Torna il 30 e 31 gennaio, nel centro storico di Aosta, la tradizionale Fiera di Sant’Orso, un’esperienza unica al mondo che permette di conoscere da vicino l’arte e il “savoir faire” valdostani. Come ogni anno, mille espositori – tra artisti e artigiani locali – presenteranno i frutti del loro lavoro, svolto come hobby o attività professionale.

Avvolti in un’atmosfera magica, si può cercare un ricordo o un regalo speciale tra gli infiniti prodotti scolpiti, intagliati, torniti, in ferro, vimini o legno, ma anche lasciarsi coinvolgere da musica, folklore e golose degustazioni enogastronomiche. Tra canti e balli tradizionali, la manifestazione si protrae nella lunga “Veillà”, la notte fra il 30 e il 31 gennaio con le vie illuminate e animate sino all’alba. Tutte le informazioni utili all’indirizzo http://www.fieradisantorso.it/.

UN’OCCASIONE PER VIAGGIARE
Si può approfittare dell’evento per visitare una cittadina dalle mille sorprese. Se spesso viene scelta come luogo di sosta per un weekend sciistico su Monte Bianco, Cervino e Monte Rosa, Aosta offre numerose testimonianze storiche, artistiche e culturali assolutamente da non perdere. Non può mancare una tappa all’Arco di Augusto, posizionato all’ingresso del centro storico e celebrativo della vittoria dei romani sui Salassi. La struttura, ornata di semicolonne con capitelli di ordine corinzio, è stato utilizzato negli anni in diverse maniere, come fortificazione o dimora privata.

TANTA STORIA…
Non meno suggestiva è la Porta Praetoria, che in epoca romana rappresentava l’ingresso principale in città, al centro della quale si diramavano poi le strade consolari dirette verso le Gallie. Ai lati delle porte svettavano due torri, diventate in seguito – alla fine del mondo romano – dimore signorili, oggi invece destinate a sedi espositive. A proposito di mostre, un’idea per passare qualche ora tra la storia è una visita al Museo Archeologico Regionale, che offre una sala dedicata al collezionismo e un successivo percorso cronologico che copre un ampio arco temporale.

L’epoca preistorica e protostorica sono rappresentate dai reperti provenienti dai primi insediamenti umani nel territorio valdostano e dalle stele antropomorfe rinvenute nell’area megalitica aostana di Saint-Martin-de-Corléans; gli spazi dedicati all’epoca romana comprendono gli allestimenti dedicati ad Augusta Praetoria, ai riti funerari e all’epigrafia, ai culti, all’edilizia pubblica, alla dimensione domestica e alla cura della persona; chiude il percorso uno spazio dedicato all’avvento del Cristianesimo e al Medioevo. Informazioni sul sito http://www.regione.vda.it/cultura/beni_culturali/musei/museo_archeologico/default_i.asp.

Gli appassionati di archeologia troveranno pane per i loro denti davanti al Criptoportico forense, un monumento di epoca romana che circondava l’area sacra dell’antico foro cittadino. Il complesso, recentemente restaurato, si trova al di sotto della sede stradale e si accede attraverso una scala accanto alla Cattedrale. Unico nel suo genere, comprende una galleria a due navate articolata su tre lati divise da arcate e fa spesso da cornice a rappresentazioni teatrali o serate a tema. Accedendo da piazza Giovanni XXIII, sul lato sinistro della Cattedrale, gli orari sono: dal 1° ottobre al 28 febbraio: 11.30 – 17.00; dal 1° marzo al 30 settembre: 10.30 – 12.30 e 13.30 – 18.30.

… E POI LA MOSTRA
Allontanandosi dalla città, ma non di molto, si può raggiungere il famoso Forte di Bard (http://www.fortedibard.it/) per ammirare la mostra “Dalla Terra all’Uomo”, uno straordinario viaggio alla scoperta del pianeta nelle incredibili immagini del fotografo francese Yann Arthus-Bertrand. Disponibile fino al 2 giugno 2013, l’esposizione – che rappresenta anche la prima retrospettiva italiana dedicata all’artista – presenta oltre cento ritratti aerei che mostrano i profondi e inquietanti cambiamenti ambientali del pianeta. Alle immagini, corredate da didascalie ricche di contenuti, si affiancano spettacolari film realizzati da Arthus-Bertrand, tutti proiettati in alta definizione e su maxi schermi.

Una sezione del percorso è dedicata al progetto della Fondazione GoodPlanet, presieduta da Arthus-Bertrand, dal titolo “7 miliardi di Altri”, che raccoglie decine di interviste realizzate in 84 Paesi che raccontano esperienze di vita, sentimenti e valori, dando testimonianza dell’universalità e dell’individualità che caratterizzano tutti gli uomini. Si tratta di un’installazione di grande effetto, che pone i visitatori di fronte a immagini giganti raffiguranti testimoni reali di ogni razza del pianeta: dal pescatore brasiliano all’artista tedesco, all’agricoltore afgano.

 

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