Travel jazz

“In mezzo c’è solo il mare”. L’ultima proposta artistica del contrabbassista Rosario Bonaccorso racchiude l’antico tema del viaggio, a cui il musicista siciliano è legato in modo indissolubile. Giovedì 3 gennaio 2013, alle ore 21, presso il Teatro Trianon di Napoli (http://www.teatrotrianon.org/), si terrà un concerto composto da quadri sonori, pagine dalle suggestive melodie che si susseguono in una successione quasi geografica.

Partendo dal suono dell’Europa, Bonaccorso si lascia ispirare dalle fascinose melodie e dal suono di terre lontane, ma divise solo dal “mare”, approdando in Brasile, Messico e Nord Africa. Una suggestione sonora che naviga sull’onda della melodia forte, sempre presente nelle composizioni di Bonaccorso fino a rappresentarne la sua firma stilistica. Con lui ci sono due compagni di viaggio che rappresentano la giusta comunicazione musicale della sua espressione artistica, il chitarrista brasiliano Roberto Hasbun Taufic e la splendida voce della tromba di Fabrizio Bosso.

Rosario Bonaccorso è uno dei più celebri protagonisti della musica jazz italiana ed europea. Siciliano di nascita ma imperiese di adozione, ha partecipato a importanti progetti artistici internazionali e non è nuovo ai diari in musica. Il suo album “Travel notes” raccoglie undici brani originali, veri e propri “appunti di viaggio”, che ricompongono il percorso musicale del musicista. Sempre per l’etichetta Parco della Musica Records (http://www.auditorium.com/), ha pubblicato “In cammino”, che sintetizza la visione in musica di una ricerca attraverso l’interiorità e l’esteriorità: la strada dell’artista e dell’uomo che è in lui.

“I brani sono nati di getto come risultato di un momento di elaborazione e di meditazione, un processo spirituale che dal profondo mi ha reso ancor più consapevole delle potenzialità dell’espressione musicale”, ha spiegato Bonaccorso. “Ho portato in studio di registrazione un approccio improvvisativo in cui prevalgono la spontaneità, la sintonia degli intenti e l’ascolto del prossimo. Ho cercato un dialogo aperto all’interscambio dei ruoli, rispettoso delle idee altrui, sviluppato in quell’attimo che noi chiamiamo improvvisazione”. Bonaccorso ha cercato di cogliere un colore musicale primario, dove i pennelli sono nelle mani dei quattro artisti del gruppo.

Tenendo fermo il tema del viaggio, “In Cammino” si fonda sul dialogo e sul delicato equilibrio tra composizione e improvvisazione, con brani che hanno come fulcro l’attenzione per la melodia. Con la cifra stilistica che gli è caratteristica, Bonaccorso coniuga, sia nella scrittura che nell’interpretazione, influenze diverse che donano alla sua musica sfumature inattese.

 

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