Terra e asfalto

Strada, parole, anime e destino. Fino al 16 dicembre, la Emerald Tablet Gallery di San Francisco ospita la rassegna “Terra e Asfalto”, dedicata ai viaggi in Vespa dei due giovani coniugi marchigiani Giorgio Serafino e Giuliana Foresi (http://emtab.org/). Oltre agli scatti fotografici dei loro tour lungo la mitica Route 66, Thailandia, Laos, Cambogia, Sud Africa, Namibia, Botswana e Italia, l’appuntamento vedrà anche la presentazione del libro “L’America in Vespa” (Ugo Mursia editore, 208 pagine, 16 euro).

Tutti gli dicevano di rottamare quella Vespa 50 Special del 1978 che da dieci anni giaceva nel suo giardino, ma Giorgio voleva restaurarla e dipingerla di arancione con il numero 1 sul fianco, come il Generale Lee, la macchina del celebre telefilm “Hazzard”.

Il suo sogno era fare un viaggio con Giuliana, la donna della sua vita che lo avrebbe seguito in capo al mondo, e percorrere la mitica Route 66, una delle prime highways americane. E così, dopo mille peripezie per il restauro e poi per la spedizione oltreoceano in un’enorme cassa di ferro, Giorgio e Giuliana si sono avventurati lungo la storica strada che attraversa dieci Stati americani e ha segnato un’intera generazione negli anni Settanta.

Il Generale Lee ha vissuto una seconda giovinezza tra paesaggi mozzafiato, villaggi fantasma, costeggiando il fiume Colorado all’alba, lungo i tornanti del Grand Canyon, dribblando serpenti in libera uscita dal deserto, in fuga dai tornado. Il libro è un reportage fatto chilometro dopo chilometro, in cui Giorgio e Giuliana coinvolgono nella loro avventura decine di personaggi tipici della profonda provincia americana: sceriffi burberi ma benevoli, indiani e cowboy di oggi, gestori di fast-food e di sordidi motel, centauri di Harley-Davidson che non hanno mai visto una Vespa e se ne innamorano subito.

Quello che Giorgio e Giuliana hanno intrapreso è il viaggio low-cost di chi, nella vita, ha scelto di essere e non di avere: essere prima di tutto viaggiatori, sapendo che quello che conta non è la meta, ma la strada. Nel loro sito http://www.terraeasfalto.it/, i due coniugi raccontano una vita fatta di giri intorno al mondo, reali e mentali. “Il viaggio per me è una fuga, lontano o vicino che io vada”, scrive Giorgio. “Scappo dalle responsabilità, da un lavoro sicuro, da orari stabili e prefissati fino al giorno in cui morirò. Scappo da tutto e, forse, anche dalla meta stessa. Inseguo i miei sogni, che ogni volta sono sempre più lontani”.

Accanto a lui, fedelissima, c’è la sua dolce metà Giuliana, con cui all’inizio ha girovagato per l’Italia, dormendo a volte sotto un albero, a volte in alberghi a 5 stelle. “Abbiamo abitato per un mese in tenda, poi un mese in Panda in cima a una collina di fronte al mare”, ricorda. “Ci svegliavamo e con un fornelletto preparavamo il caffè, godendo dell’alba più bella del mondo”.

Poi la partenza in Panda verso l’Olanda, dove hanno lavorato e vissuto due mesi. Ma la pioggia continua non faceva per loro, così sono tornati. “Una sistemazione molto precaria in affitto per un po’ di mesi e finalmente arriva il Canada: boschi, laghi, fiumi, canoa e silenzio. Quello che volevamo era viaggiare, ma allo stesso tempo avere un nido qui. So di non poter vivere in un altro posto, perché dopo qualche mese vorrei vedere quello che c’è da un’altra parte. Così, senza un lavoro continuo e con pochi soldi in tasca, abbiamo comprato un rudere in campagna con un po’ di terra”.

Terminata la casa dei loro sogni a Montecosaro (Macerata), si sono sposati – ovviamente “in moto” – e poi sono partiti subito per il nord-est del Brasile, a cui sono seguiti Marocco (girato con un motorino affittato, in autobus e in autostop), Thailandia e Cambogia (in moto). Ma l’avventura continua.

 

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