Ritratti

Forse l’ultima è quella della Prima Comunione, sguardo ingessato e mani che non si sa bene dove mettere. Poi basta, se non immagini di attimi fuggenti, colti da luci impietose e spesso sovrapposti a sfondi improbabili. Stiamo parlando di fotografie, quelle vere, fatte bene. Ad arte, appunto.

Una fotografia non è semplice riproduzione della realtà, di un momento particolare della vita, o di un viso. Un ritratto fotografico è altro e ben di più: dovrebbe cogliere l’invisibile, ciò che si cela oltre i lineamenti e lo sguardo. In due parole deve svelare, portare in superficie, l’essenza personale, la filigrana che ci distingue da chiunque altro. Se volete, chiamatela anima. Non a caso in molte zone dell’Africa e altrove, il fotografo non è considerato un artigiano, ma un mago. E se non di magia, la fotografia è certo opera di trasformazione, strumento di conoscenza occulta in grado di superare le apparenze, per restituire al soggetto l’unicità e il carattere che gli competono.

Ma oggi, nelle profondità dell’era della comunicazione di massa, il ritratto d’autore pare sia diventato un privilegio per pochi, esclusivo come si usa dire. Caduto in disuso e piuttosto costoso, fatto che di questi tempi non è da sottovalutare. Un vero peccato.
Fortunatamente tutte le regole hanno le loro eccezioni. Così almeno la pensano Bruna Biamino (www.brunabiamino.com) e Daniele Ratti (www.danieleratti.it), artisti-fotografi torinesi di fama, che hanno deciso di offrire al pubblico la possibilità di posare per un ritratto fotografico d’arte, a un costo nominale e accessibile a tutti.

L’iniziativa si svolgerà a Torino dal 23 novembre al 10 dicembre, negli splendidi locali della Galleria “L’Église” di via Lagrange 13. Le donazioni, a partire da 50 euro, saranno in parte significativa devolute all’Ospedale Pediatrico di Hargeisa, nel Somaliland, un progetto tutto torinese sostenuto dalla
Marco Berry Onlus Magic for Children.

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L’iniziativa si colloca all’interno del progetto ERITALIA, che si propone una ricognizione fotografica, documentaristica e artistica delle architetture razionaliste realizzate da architetti piemontesi e italiani nelle ex-colonie italiane: Eritrea, Somalia, Libia, Etiopia e l’isola di Leros in Grecia, dal 1928 al 1943.
Il progetto si propone tra l’altro la realizzazione di una mostra fotografica e la pubblicazione di un catalogo che riunisca tutto il materiale raccolto, con l’intento di recuperare parte della nostra memoria storica e verificare i lasciti architettonici di quella drammatica impresa, così ricca di contrasti, luci e ombre.

Paolo Novaresio

 

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