Ricordi di Oriente

Indumenti coloratissimi, preziosi ricami, gioielli e accessori. Fino al prossimo 16 settembre, la Galleria di Palazzo Bianco, a Genova, ospita una vasta serie di oggetti, quasi sempre acquisiti nel corso di viaggi, che rappresentano un’espressione di curiosità intellettuale, apertura e interesse profondo per culture diverse da quella occidentale. Il titolo della mostra, “Ricordi di viaggio. Abiti e accessori dal vicino Oriente donati alle Collezioni Tessili”, racchiude la provenienza principale dei manufatti in esposizione, cioè i Paesi dell’area islamica: Afghanistan, Giordania, Yemen, Turchia.

L’interesse per l’arte e la cultura dei Paesi orientali affonda le sue radici in una lunga storia che attraversa il mondo occidentale. Dopo le ondate di esotismo e chinoiseries che si sono susseguite nei secoli, determinando un enorme afflusso di manufatti utilizzati in Europa dalle classi più abbienti (come arredi di lusso e accessori per l’abbigliamento), nel Novecento l’attenzione dei viaggiatori – sempre più colti e consapevoli – si è concentrata sul variegato mondo degli abiti tradizionali, frutto di tecniche artigianali raffinatissime. Gli abiti presentati alla mostra sono quelli rintracciabili nelle descrizioni e nelle immagini dei libri di viaggio del XVII e XVIII secolo, profondamente diversi l’uno dall’altro per disegni, colori e tipologie delle stoffe e dei decori: si va dall’abito afghano, espressione del mosaico di culture che caratterizzano questo Paese, al Thob palestinese dai variopinti ricami, dal Chyrpy turkmeno al severo abito yemenita.

Afghanistan, Abito femminile

IL FASCINO DEL MONDO OTTOMANO
Sin dal XVI secolo, la Turchia è stata meta di innumerevoli viaggiatori europei, spesso autori di dettagliati resoconti che illustrano luoghi, edifici, usi e costumi. L’interesse per l’arte ottomana – che, nel corso dei secoli, aveva determinato un ininterrotto afflusso di tessuti, tappeti, armi e ceramiche – si intensifica nel XIX secolo, in concomitanza con l’orientalismo che caratterizza la cultura ottocentesca. In questo periodo, anche la famiglia genovese dei Luxoro, collezionisti e viaggiatori, non rimane insensibile al fascino delle “turcherie”, come testimonia la serie di tovaglioli ricamati (yaglik) che figura nelle loro raccolte, poi pervenute al Comune di Genova. Espressione di un interesse di matrice diversa rispetto alla tradizionale “turcomania” è invece la sontuosa sopravveste femminile (entari), acquisita intorno alla metà del Novecento da Sofia Goldschmied nel corso dei suoi viaggi.

L’ORIENTE IN EUROPA
Considerati per secoli alla stregua di Paesi orientali, Albania, Montenegro, Macedonia e stati limitrofi sono divenuti meta di viaggio e di interesse solo a partire dal XIX secolo, quando – sulle orme di George Byron – gli europei hanno iniziato a scoprire lo straordinario patrimonio costituito dagli abiti e dagli accessori tradizionali di quelle culture. Testimonianza dell’incrocio tra tradizioni figurative diverse sono i capi d’abbigliamento provenienti dai Paesi Balcanici, caratterizzati da sontuosi ricami in filati metallici o in sete policrome che rivelano l’influsso sia dell’arte ottomana, sia di culture più antiche, come quella bizantina.

Palestina, particolare di abito femminile (Thob)

LA RACCOLTA GOLDSCHMIED
Nel Novecento, sono numerosi i viaggiatori mossi semplicemente da curiosità intellettuale e spirito d’avventura che raccolgono abiti e altri manufatti per le loro qualità estetiche. Si formano così collezioni un po’ frammentarie, ma ugualmente ricche d’interesse, specchio di un “viaggio dell’anima” attraverso altre culture alla ricerca della propria identità. È questo il caso della raccolta formata da Sofia Arvanitis Goldschmied intorno alla metà del XX secolo e recentemente oggetto di un dono alle Collezioni Tessili genovesi. Nel corso dei suoi numerosi viaggi compiuti negli anni Sessanta e Settanta, Sofia, di origine greca ma residente per alcuni anni a Genova dove trova rifugio all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, ha occasione di visitare numerosi Paesi del Medio Oriente che, come l’Afghanistan, lo Yemen o, più recentemente, la Siria, saranno poi coinvolti in atroci vicende belliche che li precluderanno completamente ai viaggiatori. Spinta dalla sua sensibilità artistica, ha occasione di acquistare abiti e accessori che costituiscono una testimonianza importante di un mondo femminile coloratissimo, in cui sopravvivono tecniche artigianali di origine antica.

Evento:
Mostra “Ricordi di viaggio. Abiti e accessori dal vicino Oriente donati alle Collezioni Tessili
Dove:
Musei di Strada Nuova – Galleria di Palazzo Bianco
Quando:
Fino al 16 settembre 2012
Orario:
Da martedì a giovedì: 9 – 18; venerdì: 10 – 23: sabato e domenica: 10 – 19
Chiuso il lunedì