Reggio – New York

Non esiste una sola Italia, ma tante nel mondo: là, dove gli italiani sono andati e hanno trasformato la loro emigrazione in una scelta di vita. Un nuovo libro, nato da una missione istituzionale, indaga un pezzetto di quell’altrove fuori dai confini nazionali: a firma dell’onorevole Giovanni Nucera, Segretario Questore del Consiglio regionale della Calabria, “Reggio – New York. Andata ritorno. Diario di un viaggio” (Iiriti Editore) racconta la partecipazione – avvenuta nell’ottobre 2011 – di una delegazione di consiglieri calabresi alle celebrazioni del Columbus Day, a New York.  Il resoconto spazia dalla sfilata lungo la Fifth Avenue con le altre delegazioni italiane ai tanti incontri ufficiali e privati, tessendo un diario di viaggio che racconta di una “calabresità” portata con orgoglio sulla costa atlantica.

“Questo libro offre uno spaccato molto interessante dell’emigrazione italiana e calabrese in America”, ha commentato il Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, “ma soprattutto mette in evidenza il grande amore e l’intenso legame che i calabresi dimostrano nei confronti della nostra terra”. Ricordando anche la sua visita in Argentina, Scopelliti si dice orgoglioso dell’esperienza di vita vissuta dai calabresi lontani dall’Italia, “nella quale è costante l’uso del dialetto, ma soprattutto l’idea di ricostruire interi quartieri in nome e per conto dei centri di provenienza, dove sono fedelmente riproposte tradizioni, cultura, costumi e persino devozioni religiose”.

Durante la presentazione del libro avvenuta nei giorni scorsi presso Palazzo Campanella, a Reggio Calabria, l’Arcivescovo Metropolita di Reggio e Bova, Monsignor Vittorio Mondello, ha messo l’accento sulla forte devozione religiosa degli emigrati e la risposta che noi italiani diamo al fenomeno dell’immigrazione, quando ci trasformiamo in luogo di arrivo anziché di partenza. “Abbiamo accolto o accogliamo questi immigrati come sono stati accolti i nostri emigrati in America?”, ha chiesto provocatoriamente ai presenti. “Inizialmente, gli italiani hanno avuto difficoltà a integrarsi nei nuovi Paesi, ma una volta inseriti sono riusciti a conquistare posti di rilievo nella società americana”.

Un’appendice del libro è dedicata alla storia dell’emigrazione italiana, con fotografie, testimonianze, documenti e lettere, che raccontano del dolore del distacco, degli affetti lasciati, del dramma della partenza, vissuta, in quel frangente, come una sconfitta. “Questo volume è nato da una condizione di emotività, che mi ha spinto a mettere per iscritto una sensazione che ho vissuto in forma piena”, ha spiegato l’autore del libro.

Il viaggio del 2011 è nato “per caso. Come Ufficio di Presidenza, si era deciso di non andare a New York sulla scia di una spending review nazionale, che stava coinvolgendo anche gli enti regionali. Ma davanti alla pesante reazione dei nostri emigrati che ci accusavano di non fare abbastanza per loro, decidemmo diversamente. Anche se quella del 2011 fu la nostra ultima missione al Columbus Day”.

Appena atterrati a New York, la delegazione ha subito respirato una relazione che va al di là del legame fisico. “Gli emigrati calabresi non parlano mai in termini personali, ma in rappresentanza di una moltitudine di persone. Un rapporto alla ‘pari’ dunque, di istituzioni che dialogano con altre istituzioni. Emigrati che pretendono di avere dalla Calabria la stessa attenzione che le altre regioni riservano ai loro emigrati”.

Nel suo libro, l’onorevole Nucera lancia la necessità di avviare un più stretto e reciproco rapporto con gli emigrati, non solo d’America, per recuperare un patrimonio prezioso di idee e intelligenze che, altrimenti, andrebbe perduto. “Oggi l’emigrazione italiana non è più quella delle rimesse che rappresentavano una voce importante dell’economia calabrese e nazionale. L’emigrazione moderna è fatta di saperi e competenze sui quali i nuovi paesi basano il loro progresso. E allora, se non è possibile un ritorno, occorre almeno che si dia loro la possibilità, in qualche modo, di aiutare la loro regione d’origine. Un processo che abbiamo il dovere istituzionale di promuovere e agevolare”.

 

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