Prospettive di viaggio

Fondazione Benetton Studi Ricerche, Treviso

Fondazione Benetton Studi Ricerche, TrevisoIncontro e confronto. È soprattutto questa la dimensione del viaggio che – insieme ai concetti di sentieri inconsueti e percorsi compiuti in momenti di rottura della quotidianità – verrà indagata nel corso del ciclo di quattro conferenze pubbliche proposte dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso. Se è vero che durante il viaggio, come descrive il sociologo Eric J. Leed, il viaggiatore acuisce i suoi sensi, diventando più attento e ricettivo, allora la partenza può diventare il mezzo ideale per indagare la realtà, la dimensione dell’altro e dell’altrove, per mettere in discussione le convinzioni su cui siamo soliti basare la nostra vita.

Francesco Surdich, docente all'Università di Genova
Francesco Surdich, docente all’Università di Genova

Muovendo da queste considerazioni, il primo incontro-reading di mercoledì 4 giugno si intitola “Viaggi e odissee per le vie del Mediterraneo” ed è tenuto dallo storico dei viaggi e delle esplorazioni Francesco Surdich, docente all’Università di Genova, accompagnato dall’attore Sandro Buzzatti con alcune letture. Il relatore si è occupato spesso del concetto di “esplorazione”, sottolineando come oggi il pioniere classico sia stato sostituito da numerose tipologie di viaggiatori, come gli scienziati, gli storici, i letterari, i ricercatori, gli antropologi o i diplomatici. Qualunque sia lo scopo della loro missione, il risultato è sempre un interscambio fra culture, che ha limiti diversi rispetto a quelli geografici: a Treviso, Surdich ripercorrerà le suggestioni del passato con uno sguardo verso l’attualità.

La differenza fra il concetto di “confine” e quello di “frontiera”, che indica non più una linea definita di demarcazione ma piuttosto una zona di transizione e contatto fra due identità (politiche, sociali culturali) che si fronteggiano, sarà invece il tema, molto attuale, dell’incontro “Che cos’è una città? Oscillazioni tra confini e frontiere” di martedì 17 giugno con Davide Papotti (geografo culturale presso l’Università di Parma) e il giornalista Alberto Bobbio.

Ma parlare di viaggio è anche confrontarsi con la sua dimensione temporale. L’Italia è stata a lungo l’ultima tappa, la meta più desiderata del Grand Tour. Cosa ha spinto nel nostro Paese viaggiatori di tutta Europa? Che sogni inseguivano, quali meraviglie? E cosa hanno incontrato realmente? Giovedì 3 luglio in “Letture e racconti dal Grand Tour”, lo studioso di letteratura Luigi Marfè offrirà una serata di riflessione sull’immagine dell’Italia nello sguardo degli scrittori stranieri, da Montaigne ad Addison, da Goethe a Stendhal, affiancato dallo scrittore Vitaliano Trevisan, che leggerà alcuni brani dagli appunti di grandi viaggiatori.

Il ciclo si concluderà giovedì 10 luglio con “Il viaggio dei poeti, geografie dell’anima”: grazie alla collaborazione della scrittrice e poetessa Isabella Panfido, saranno interrogati i poeti per i quali il primo vero viaggio è quello nei meandri affascinanti della lingua, nella capacità sempre sorprendente di ritrovare nelle parole note un senso nuovo che sveli un significato insospettato, che accenda scintille di suono e senso. Luciano Cecchinel – il poeta che più di ogni altro oggi sa sondare le possibilità evocative di una lingua antica – e Bianca Tarozzi apriranno nuove strade alla emozione e alla scoperta di una geografia dell’anima.