Namasté

Namasté - Immagini del Nepal di Sara TigliIl Nepal guardato attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica.
Fino a giovedì 23 aprile, presso il centro di artigianato persiano “Mohsen” di Siena (via Pantaneto 128), è allestita la mostra “Namasté” di Sara Tigli: battezzata come il celebre saluto nepalese, che significa “saluto la parte divina che è in te”, l’esposizione è il frutto dell’amore per i viaggi della fotografa e, in particolare, per la sua recente esperienza nepalese.

“Mi piace viaggiare e, alla domanda ‘allora com’è andata?’, mi vedo passare davanti agli occhi mille immagini, suoni, odori”, racconta Sara. “Praticamente, ritorno lì con la testa ma non riesco a spiccicare parola, perché credo che non esistano espressioni esatte per descrivere questo paese semplice e misterioso allo stesso tempo”.

Namasté - Immagini del Nepal di Sara TigliForse l’unica parola perfetta è proprio Namasté, perché in Nepal è molto forte il sentimento religioso nel quale induismo e buddismo convivono serenamente, tanto che la stessa fotografa ammette di essersi sentita avvolgere da questa spiritualità e da un improvviso senso di benessere e di pace interiore.

Territorio povero dal punto di vista economico, ma ricco di attrattive, il Nepal sa esercitare sui turisti un fascino quasi magnetico, a cui è impossibile resistere e in cui è difficilissimo non fare ritorno.
Fra panorami superbi, templi e palazzi delle antiche città-stato, l’atmosfera appare quasi senza tempo e si respira una storia antica, da leggere anche sui volti e fra i sorrisi della popolazione locale.
È proprio qui, in questa dimensione magica, che Sara ha capito come tutte le preoccupazioni e le arrabbiature quotidiane non siano poi così importanti.

Namasté - Immagini del Nepal di Sara Tigli“Vedi persone che vivono in povertà e ti domandi se, in fondo in fondo, siano poveri davvero o abbiano trovato soltanto un altro stile di vita, perché vivono in tranquillità lo scorrere del giorno e sembra che il tempo per loro si sia fermato”. Ogni volta che si ritrovava a scattare una fotografia, si ripeteva: “Non pensare solo allo scatto, ma vivi e goditi il momento, scatta con gli occhi”.

Ora, Sara ha deciso di condividere il risultato del suo lavoro con chi è curioso di conoscere il mondo. “Si dice che non sei tu a scegliere il viaggio, ma è il viaggio a scegliere te, è il posto che ti chiama, che è lì da sempre ma si rende visibile solo quando è il momento giusto per viverlo. E io avevo bisogno del Nepal per tornare a sentirmi leggera”.