Minds in path

Andrea Gjestvang

Esplorazione e conoscenza delle realtà più vere e intime di luoghi poco conosciuti. È questo il senso del viaggio catturato nelle immagini realizzate da sette fotografe di fama internazionale, che verranno proiettate lunedì 5 novembre, dalle ore 21 con ingresso libero presso il Teatro Due di Roma (Vicolo dei Due Macelli 37). L’evento – intitolato “Minds in path – I luoghi e i volti” – è il secondo dei cinque appuntamenti in programma per “Shades of Women” (http://www.shadesofwomen.it/), l’happening fotografico dedicato allo sguardo femminile sulla realtà che ci circonda, curato dalla fotografa Ilaria Prili.

Anna Di Prospero

Sotto tutte le latitudini, la mente degli uomini – e dei giovani in particolare – è in cammino, progetta, sogna, realizza, affronta gli ostacoli, qualche volta soccombe, ma non rinuncia. Un grande fiume racconta queste storie, anche quelle in cui gli uomini stessi creano gli ostacoli, aggrediscono la natura, la inquinano, la deformano. Vince la sensibilità creativa delle persone, l’iniziativa individuale e sociale, la capacità di inventare nella quale nuovo e antico si incontrano e si completano.

Ad aprire la serata saranno due italiane: Anna Di Prospero con “Urban Self-Portrait” e Martina Giammaria con il progetto “Unreal”, che descrive il viaggio in un luogo immaginario che prende forma attraverso la lente di plastica di una Toy Camera. A seguire, la norvegese Andrea Gjestvang presenterà “Everybody Knows This Is Nowhere”, lavoro sulla contea più settentrionale della Norvegia, Finnmark.

Andrea Gjestvang

Le immagini di Chiara Goia condurranno invece ai tropici con “Maldive. Un delicato equilibrio”, che mostra uno Stato di 1192 isole minacciate dalla crescita del livello del mare causato dal riscaldamento globale.Il reportage iniziato nel 2009 di Maike Pullo sul Danubio dal titolo “Gentes Danubii” mette a fuoco con grande umanità gli aspetti della società che si trova a raccontare, mentre il lavoro di Ann-Christine Woehrl esplora il culto del voodoo in Benin. Infine Alisa Resnik, nata a San Pietroburgo ma trasferita a Berlino, è tornata in Russia e Ucraina per cogliere l’istante intimo e nascosto di situazioni, volti, vite, atmosfere presentate nel progetto “Hoarse”.

“Shades of Women” ospita trenta tra le più affermate e premiate fotografe internazionali in una rassegna che si articola in cinque lunedì di proiezioni sul palco del teatro, ognuna delle quali dedicata a un tema diverso, con musica e letture di testi che interagiscono con le immagini. La rassegna proseguirà il 19 novembre con “Nasty Circles – Circoli viziosi”, il 3 dicembre con “Binding Ways – Le molteplici vie di un legame”, per concludersi il 17 dicembre con “Thin Ice – Storie di donne”.

Ann-Christine Woehrl

Il significato profondo? “Fotografia non soltanto come fatto estetico-cronachistico, ma anche, e forse soprattutto, come arte capace di indagare la psicologia dell’uomo nel suo vivere qui ed ora, nella prospettiva affascinante dei valori e dei problemi dell’essere”, spiega Ilaria Prili. La fotografia viene utilizzata come strumento privilegiato di questa indagine femminile, capace di contribuire a far maturare nella coscienza comune una concezione nuova e più ricca dell’agire fotografico, “il Teatro come luogo e simbolo della conoscenza, anche di se stessi: questa è la mia idea della fotografia e questa la mia proposta”.

 

 

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