Il viaggio dell’artista

Immagini di “Madre”, in mostra a Siena, presso Wunderbar

Immagini di “Madre”, in mostra a Siena, presso WunderbarViaggio come scelta di vita, come esigenza per la crescita artistica, come cifra predominante dell’esperienza personale. Su questi brandelli di pensiero nasce “Madre”, l’esposizione – inaugurata domenica 12 aprile (fino al 3 maggio) presso l’associazione Wunderbar di Siena (Piazza del Campo 47) – curata da due giovani storici dell’arte, Marco Colombo e Francesca Rosini, che coinvolge tredici artisti differenti per formazione e provenienza, proponendo opere pittoriche, fotografie, video-arte e installazioni.

Il collettivo, nato a Torino nel novembre 2014 in occasione della rassegna artistica Paratissima 10, è formato da giovani creativi che arrivano da Guatemala, Francia, Argentina, Italia: vite ed esperienze estremamente differenti, ma accomunate dal bisogno di esprimere e raccontare se stessi, la propria formazione e provenienza. I nomi? Alberto Antonio Foresta, Raul Amoros, Marzia Vetrano, Luca Grossi, Francesco Falace, Gerardo Rosato, Stefano Giorgi, Luis Pardo, Marta Ferro, Daniel Jaulmes, Gerlando Colombo, Erika Vitale, Nazareno De Santis.

In mostra, portano una riflessione sul tema del viaggio, inteso come elemento predominante Immagini di “Madre”, in mostra a Siena, presso Wunderbardella loro vita e della loro ricerca artistica: nelle loro opere, infatti, il viaggio viene inteso come una continua tensione fra il bisogno di lasciarsi trasportare dalla fantasia e la consapevolezza dei propri mezzi espressivi per arrivare a rendere visibile sul vuoto di una tela bianca la propria creazione, imponendo i limiti sul caos, stabilendo dimensioni, pesi e misure.

Ma il viaggio è anche raccontato come modalità espositiva, per sottolineare la dinamicità dell’arte che rende possibile incontri e contaminazioni, necessari all’accrescimento non solo artistico ma anche personale. Dunque, in “Madre” si mescolano mondi intimi e senso d’abbandono, esperienze vissute e impulsi nascosti: un modo straordinario per mostrare come l’arte non abbia confini, e l’uomo neppure.