Luoghi della cura

Elena Franco, Torino, archiitetto, ospedali

Elena Franco, Torino, archiitetto, ospedaliUna mostra fotografica itinerante per promuovere la salvaguardia degli ospedali storici europei. Dal 27 ottobre al 25 novembre, l’Università degli Studi di Milano ospiterà la terza tappa dell’esposizione fotografica “I luoghi della cura: architetture e tesori d’arte da valorizzare”, che segue gli appuntamenti organizzati a Vercelli e Napoli. Frutto di una ricerca avviata nel 2012 dall’architetto torinese Elena Franco, la mostra documenta diversi antichi ospedali e Hôtels-Dieu tra Francia e Italia, mostrando come queste strutture abbiano rappresentato, sin dal Medioevo, uno degli elementi caratterizzanti le grandi città d’Europa.

Nati come luoghi dove il Divino rappresentava il principale elemento di cura, gli ospedali si sono evoluti di pari passo con le scoperte scientifiche, acquisendo le competenze per curare non tanto lo Elena Franco, Torino, archiitetto, ospedali
spirito quanto il corpo. E, senza mai abbandonare il legame con gli abitanti, si sono trasformati, modificati, trasfigurati in “città nella città”, diventando spesso simbolo di potere.

Alcune strutture hanno ospitato nel tempo nuove funzioni, come il complesso della Ca’ Granda di Milano in cui oggi trova spazio anche l’Università Statale. Questa scelta diffusa ha preservato molti ospedali dall’abbandono, ma in alcuni casi ha ridotto in polvere le tracce del passato ospedaliero, che non si legge più nei nuovi allestimenti e non sempre ha permesso di mantenere l’antico patrimonio di beni mobili e documentali. Per altri edifici, invece, dove la funzione ospedaliera è ancora in Elena Franco, Torino, archiitetto, ospedalicorso o sta cessando, si apre un dibattito sulla privatizzazione completa o parziale dei complessi, come nel caso dell’Hôtel-Dieu di Marsiglia, dove ha aperto recentemente l’Hotel Intercontinental.

Vagando per l’Europa, Elena Franco ha voluto riportare l’accento su queste strutture, che a suo parere devono essere viste sotto una luce nuova perché non vadano perse importanti testimonianze della storia delle nostre città. L’esposizione, curata da Gigliola Foschi, mette insieme un’ottantina di immagini scattate da un’autrice che, ormai da anni, si occupa a livello internazionale di gestione di centro città, con una sensibilità particolare per l’urbanistica e la valorizzazione urbana e del territorio. Per lei, la fotografia deve essere utilizzata a supporto del lavoro di costruzione dell’identità locale.