Le Isole incantate

Immagine della mostra dedicata all'Isola Bella e della sua fortuna nel Grand Tour

Immagine della mostra dedicata all'Isola Bella e della sua fortuna nel Grand TourDipinti, disegni, incisioni e testimonianze letterarie per raccontare la storia e la fortuna delle Isole Borromee. Fino al 25 ottobre, presso il Palazzo Borromeo dell’Isola Bella, sarà visibile una straordinaria esposizione dal titolo “Le Isole incantate. Il Grand Tour e la pittura di veduta nei domini Borromeo: da Gaspar Van Wittel a Luigi Ashton”, curata da Alessandro Morandotti con la collaborazione di Fenisia Cennamo, Veronica Drago ed Elisabetta Silvello.

A coniare la definizione di “Isola Incantata”, riferendosi all’Isola Bella (fino al 1630 uno scoglio abitato da pescatori, con due piccole chiese e qualche orto), fu Gilbert Burnet, un pastore anglicano che visitò l’Italia nel 1686, inaugurando idealmente la Immagine della mostra dedicata all'Isola Bella e della sua fortuna nel Grand Tourstagione delle immancabili tappe sul Lago Maggiore dei viaggiatori europei del Grand Tour. Da allora e sino ai tempi moderni, lo stuolo dei viaggiatori, e con essi degli artisti, che scese ad ammirare il Lago Maggiore è diventato ininterrotto, creando la fama di cui oggi le Isole Borromee godono.

L’esposizione, ospitata nello scenografico “grande salone” dell’isola, è la prima di una serie di iniziative promosse dalla famiglia Borromeo per far conoscere aspetti poco noti delle proprie raccolte artistiche. Come testimonia il sottotitolo della rassegna, “Da Gaspar Van Wittel a Luigi Ashton”, Morandotti e il suo gruppo di lavoro propongono un ampio ventaglio di opere e tra esse numerose sono le riscoperte, di opere oltre che di artisti specializzatisi nell’ambito del vedutismo, che permettono di arricchire le conoscenze su un capitolo della storia dell’arte in Italia settentrionale ancora molto trascurato dagli studi e dalle occasioni espositive.

L’isola dei viaggiatori è soprattutto quella degli spettacolari giardini che evocano paragoni storico-letterari (tra l’isola di Immagine della mostra dedicata all'Isola Bella e della sua fortuna nel Grand TourArmida “cantata” dal Tasso o i leggendari giardini della regina Semiramide) e talvolta stimolano metafore più fantasiose (al tedesco Keyssler, per esempio, sembrava una di “quelle guantiere foggiate a mo’ di piramide in cui siamo soliti servire in tavola i dolciumi”). Secondo schemi consueti nei resoconti di viaggio, le testimonianze rimandano le une alle altre, stabilendo convenzioni di lettura che diventano veri e propri “stereotipi”.

Con la piacevole sorpresa di verificare che improvvisamente Milano, grazie alle bellezze naturali dell’Isola Bella e dell’Isola Madre, divenne la città dei giardini e dei giochi d’acqua, come non era mai stata prima, almeno agli occhi dei viaggiatori. Come naturale appendice della mostra, verranno prese in considerazione non solo le vedute delle altre residenze dei Borromeo sul Lago Maggiore (dalla Rocca di Angera ai Castelli di Cannero) ma anche le vedute di altre proprietà lombarde della famiglia (Cesano Maderno, Senago, Peschiera Borromeo), spesso nate in pendant o in serie con opere raffiguranti le Isole.