Il viaggio in un rettangolo

Non chiamatelo pezzo di carta. Potrebbe offendersi e mostrare i suoi dentini. Al francobollo va portato rispetto, perché è lui il vero re della corrispondenza, sovrano di cartoline, lettere, pacchi e pacchetti. La sua è una bellissima storia d’amore, fatta di viaggi interminabili a bordo di una bici, un pullman, un aereo, sempre con la speranza di portare buone notizie e un sorriso. Grazie a lui è possibile ripercorrere la storia di un Paese, dei suoi vizi e delle sue virtù, con un tuffo attraverso i colori e le immagini che appassionano i collezionisti di ogni angolo del mondo.

Ai francobolli è dedicata un’ampia sezione della mostra che Poste Italiane organizza presso il Circo Massimo (Roma) dal 9 al 20 maggio, dalle ore 11 alle 21: l’evento, che verrà inaugurato il prossimo 8 maggio alla presenza del Presidente della Repubblica, è inserito nell’ambito dei festeggiamenti che Poste Italiane dedica ai suoi 150 anni. Il compleanno cade il 5 maggio 2012 e rappresenta l’occasione per ricordare come è cambiata l’Italia in questo secolo e mezzo di storia. Con i suoi portalettere, gli uffici, i telegrafi e la raccolta del risparmio, Poste Italiane si è resa uno dei più operosi artefici del progetto auspicato da Massimo D’Azeglio: “Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”.

STORIA DI UN LUNGO VIAGGIO
Come per tutte le grandi invenzioni, il francobollo è nato da un’idea. Era una bella giornata di sole del 1836 quando l’impiegato delle poste inglesi Roland Hill stava viaggiando lungo l’Irlanda. Durante una sosta della corriera, vide una ragazza ritirare una lettera dal postino e rigirarla a lungo tra le mani, prima di restituirla. Era del suo fidanzato lontano, ma lei non aveva lo scellino per pagare il “porto”. In quegli anni, infatti, la tassa della corrispondenza era a carico del destinatario, anziché del mittente. Così, Roland Hill si fece avanti e pagò la tassa per conto della ragazza: quest’ultima, non appena il postino si fu allontanato, spiegò al suo benefattore che lei e il fidanzato, per evadere la tassa postale, non facevano altro che inviarsi a vicenda delle lettere bianche che recavano all’esterno alcuni segni convenzionali.

Quell’episodio fece balenare un’idea nella mente di Hill: la possibilità di pagare in anticipo la tassa postale attraverso un rettangolino di carta da apporre sulla busta. Così, nel 1837, scrisse e pubblicò una proposta di riforma del servizio postale, che prevedeva l’adozione di tariffe unificate per tutto il Regno Unito. Nel 1839, il provvedimento venne approvato dal Parlamento inglese e il 6 maggio 1840 le poste britanniche emisero il primo francobollo, il Penny Black. Il successo fu tale che già nel 1843 l’uso del francobollo si diffuse in tutto il mondo.

In Italia, venne introdotto nel 1850, ma il primo in cui compare la parola “italiano” è del 1863: si tratta del valore da 15 centesimi azzurro raffigurante un profilo del sovrano. Il primo francobollo celebrativo risale al 1910, quando venne emessa una serie di quattro francobolli raffiguranti Giuseppe Garibaldi per ricordare il cinquantesimo anniversario del plebiscito che portò all’annessione delle province meridionali. Ma a capire l’importanza dei francobolli come veicolo di propaganda fu Benito Mussolini: il recupero della romanità – motivo ispiratore dei francobolli dedicati a Cesare, a Virgilio, a Tito Livio – servì, per esempio, a sottolineare la continuità fra la Roma dei Cesari e quella del Duce.

Nell’Italia democratica del secondo dopoguerra si tentò di rappresentare il Paese liberato con immagini dal forte contenuto simbolico. Ne seguì una serie dedicata alle antiche Repubbliche nella storia d’Italia. Poi i temi ispiratori diventano generici: il turismo, le regioni, il folclore, artisti o anniversari. Il francobollo racconta la storia e le storie del nostro Paese, attraverso i volti famosi del cinema, dei campioni dello sport, dei grandi artisti e degli esploratori. Ancora oggi, rimane il mezzo più usato per celebrare date, eventi e avvenimenti importanti in tantissimi Paesi del mondo.

Oltre a viaggiare concretamente, i francobolli rappresentano il simbolo della comunicazione tra menti e luoghi lontani, incarnando l’evoluzione moderna degli ospiti di passaggio o dei mercanti in viaggio di cui, nel Medioevo, i privati si servivano per recapitare i propri messaggi. Tutto questo, e molto di più, verrà raccontato dalla mostra organizzata da Poste Italiane, che oggi è presente in tutta Italia con 14 mila uffici postali e una squadra di oltre 150 mila dipendenti. La sua eccellenza è diventata un punto di riferimento per molti operatori postali stranieri, tanto che Poste è advisor tecnologico di Russian Post, Egypt Post, Liban Post, Shqiptare Post ed è partner di India Post nel programma per l’introduzione delle carte prepagate.

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