La musica in valigia

Tutti a bordo! Dopo il successo della passata stagione, dal 21 al 26 gennaio, torna al Teatro Olimpico di Roma “Il giro del mondo in 80 minuti”, l’originale spettacolo ideato e portato in scena dall’Orchestra di Piazza Vittorio che racconta il viaggio immaginario verso un luogo meraviglioso al quale non si accede pagando il biglietto, ma portando con sé una valigia e una canzone. I musicisti arrivano idealmente al porto di Belesh, dove ad accoglierli trovano un capitano e una donna misteriosa, vestita con un abito rosso luccicante: a loro mostrano il contenuto delle loro valigie, cantano un brano e poi salgono sulla zattera che li condurrà attraverso i profumi e i sapori del mondo.

Parallelamente, lo spettacolo segue la vicenda di un singolare uomo nero (Simon) che, per sbarcare il lunario, fa il gladiatore al Colosseo: è lui a scoprire, leggendo un annuncio, che mancano ottanta minuti alla partenza della zattera. “Alle 21,00 di oggi parte una barca per un lungo e meraviglioso viaggio dalla meta sconosciuta, il biglietto è gratuito, l’unica condizione per potersi imbarcare è portare con sé una canzone. Un solo bagaglio è consentito”. Intanto, al porto è quasi il tramonto e sulla zattera si lavora per la partenza. Iniziano ad arrivare i primi viaggiatori.

9Un giovane cubano porta una valigia alta due metri, da cui escono musicisti. Ci sono anche due arabi che cercano di corrompere il capitano per imbarcare più valigie, un improbabile cantante di tango, uno scettico indio, un africano con una piccolissima valigia magica grazie alla quale riesce a cantare in qualsiasi lingua. Ognuno di loro ha qualcosa di straordinario dentro il bagaglio: questa è una storia allo stesso tempo fantasiosa e autobiografica, in cui l’Orchestra di Piazza Vittorio si racconta attraverso il suo modo di fare e pensare la musica.

11Il gruppo è formato da diciotto musicisti che provengono da dieci Paesi e parlano nove lingue diverse, ma insieme trasformano le loro variegate radici e culture in una lingua singola: la musica. si tratta di una fusione di culture e tradizioni, memorie, sonorità antiche e nuove, strumenti sconosciuti, melodie universali, voci dal mondo. Come dimostra lo spettacolo, si possono percorrere milioni di chilometri in una vita, senza mai scalfire la superficie della vita stessa, né imparare nulla dalle genti sfiorate: il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare, chiunque abbia una storia da raccontare. In tutto questo, Simon ce la farà ad arrivare in tempo?

Nella nuova edizione del concerto scenico, sempre supervisionato e arrangiato dal direttore artistico Mario Tronco, si aggiunge anche la presenza di Luca Barbarossa, che ogni sera intraprenderà il viaggio accanto agli artisti dell’orchestra coinvolgendo il pubblico attraverso la body percussion.

Per maggiori informazioni: www.orchestrapiazzavittorio.it