Gibellina PhotoRoad. Festival di Fotografia Open Air

Daesung Lee. On the shore of a vanishing island

Mostre outdoor, talk, workshop, incontri e letture portfolio.
Dal 29 luglio al 31 agosto, si svolge la prima edizione del Gibellina PhotoRoad – Festival Internazionale di Fotografia Open Air, ospitato nella città ricostruita dopo il terremoto del 1968, oggi museo di arte contemporanea “a cielo aperto”.
Il tema della rassegna è il disordine, inteso in contrapposizione all’ordine statico e per sua natura imperfetto, disarmonico, ma anche fonte di ispirazione per l’arte e la fotografia.

Viaggi, spazi aperti, strade piene di arte e bellezza, c’è spazio per tutto in questo appuntamento che sfrutta una parola chiave del nostro tempo, disordine appunto, puntellato da cataclismi, turbamenti e sperimentazioni, senza essere però caos né anarchia.

Le mostre in programma accompagnano i visitatori in un viaggio tra le grandi questioni che disegnano la nostra storia e tra i meccanismi caotici della creatività contemporanea, anche perché la città di Gibellina è stata da sempre, dal terremoto ai giorni nostri, fonte di ispirazione per artisti e fotografi.
Una delle esposizioni più attese è “1968-2016 – Gibellina nello sguardo dei grandi fotografi” che sarà esposta al Baglio Di Stefano, sede della Fondazione Orestiadi.

Il viaggio nella città di Gibellina prosegue poi con il recente cortometraggio di Petra Noordkamp “La Madre, il figlio e l’architetto”, ambientato nella Chiesa Madre di Ludovico Quaroni; con “Belice ‘80” di Roberto Collovà, uno sguardo sul territorio del Belice, e con “Roundtrip” in cui, con un allestimento suggestivo, i giovani gibellinesi emigrati tornano ad “abitare simbolicamente” nella città.

Olivo Barbieri. Site specific EMILIA 12 (earthquake)
Olivo Barbieri. Site specific EMILIA 12 (earthquake)

Si continua ad esplorare il tema del festival con Olivo Barbieri e il suo lavoro “Italian quakes and other diseases”, che racconta di quei disastri naturali e umani che cambiano il paesaggio: dai crolli dell’Emilia a quelli de L’Aquila, dall’abbandono delle città della Rust Belt americana agli sventramenti e alle speculazioni edilizie di Catania e Napoli.

Il racconto si allarga poi alla Sicilia e al Mediterraneo con “Le Fotografie del 1950” di Milton Gendel, che ritraggono le atmosfere della Sicilia del tempo attraverso lo sguardo di un americano che ne riesce a cogliere la meraviglia. Il paesaggio mediterraneo odierno, invece, privato dalle palme distrutte dal punteruolo rosso perde una sua importante caratteristica che Alice Grassi prova a rintracciare nella serie “Phoenix”.

Andrea&Magda. Sinai Park
Andrea&Magda. Sinai Park

Si prosegue con “Women we have not lost yet”, ovvero le donne di Aleppo fotografate da Issa Touma per testimoniare la loro volontà di resistenza tra la devastazione della guerra, e con l’Egitto ritratto da Andrea&Magda in Sinai Park, dove vediamo cosa ne è stato dei paesaggi incontaminati della Penisola del Sinai e di Sharm-el Sheik, di quelle mete turistiche vittima degli stravolgimenti politici ma anche del sogno del turismo di massa lungamente inseguito.

Il programma completo dell’evento è disponibile su www.gibellinaphotoroad.it.