Fotografia di viaggio

Dedicato a chi vuole esercitarsi nella fotografia di reportage, di paesaggio naturale, urbano e architettonico. Sarà tutto questo, e molto di più, il workshop in programma a Venezia – dall’8 all’11 novembre – con il fotografo Stefano Pensotti. In ogni viaggio è racchiusa la preziosa occasione di conoscere popoli, incontrare culture, godere di paesaggi naturali, navigare tra colori e musiche, odori e sapori. Il racconto fotografico di un’esperienza “in movimento” non si esaurisce nella scelta della tecnica, dell’inquadratura, della luce o dell’obiettivo adatti, ma nell’esprimere un personale modo di vedere il mondo.

«L’avvento del digitale e la sua immediatezza d’uso hanno riacceso la passione per la fotografia», commenta Pensotti. «Tra i tanti amatori c’è chi vuole realizzare qualcosa di artistico e, per questo, si affida ai viaggi organizzati dai professionisti del settore, che spiegano come rendere al meglio quelle location». Rispetto al “vecchio” analogico, che richiedeva un processo di sviluppo chimico, il digitale consente di visionare immediatamente il risultato del proprio lavoro, permettendo un confronto formativo sul linguaggio fotografico. «Nell’arco di quattro giorni, si lavora sul proprio livello di base in maniera costruttiva, grazie a lavori personalizzati che la sera vengono rivisti ed esaminati insieme».

copyright Stefano Pensotti ©

SCATTANDO SI IMPARA
Nei suoi trentacinque anni di esperienza, Stefano Pensotti ha elaborato l’idea che la tecnica non serva, o per lo meno non sia sufficiente per scattare delle buone fotografie. «Prima di scrivere un romanzo, è necessario averne letto un certo numero per conoscere il linguaggio della narrazione o come gli autori strutturano la storia e i personaggi». Allo stesso modo, chi si avvicina alla fotografia deve padroneggiare le diverse chiavi di lettura che possono essere applicate per poi adottare un’impronta personalizzata a seconda della propria sensibilità e del background culturale. «La tecnica deve essere utilizzata seguendo le nostre emozioni e interpretando il mondo interiore: obiettivo, diaframma, macchina e colori non sono altro che una conseguenza del racconto che vogliamo realizzare».

Rispetto ai classici corsi fotografici, basati su lezioni “frontali” che hanno l’obiettivo di trasferire delle informazioni teoriche su storia, tecnica, composizione e stili, un workshop mette l’accento sull’aspetto pratico. Non si tratta di un vero e proprio corso di fotografia, in quanto gli allievi che vi partecipano hanno già delle sufficienti conoscenze di base, ma l’occasione per mettersi all’opera e verificare il proprio operato nel corso di momenti d’aula e nell’analisi delle fotografie realizzate durante i cosiddetti “shooting fotografici”.

Il seminario di Stefano Pensotti non condurrà in Piazza San Marco, al Palazzo Ducale o al Ponte dei Sospiri, ma andrà alla scoperta di un mondo affascinante, tra calli e campielli, di corti nascoste, magie antiche e vita quotidiana. Un viaggio fotografico in una Venezia diversa e nella sua laguna, a piedi e in battello come i veneziani, incontrando persone e situazioni, fiabe veneziane e, la sera, un imperdibile giro di “bacari”. Il lavoro di gruppo porterà i singoli partecipanti a confrontarsi con le scelte degli altri compagni dando forma a un viaggio che contiene tanti viaggi, ognuno orientato dalla propria sensibilità e dalle proprie scelte.

copyright Stefano Pensotti ©

LA FOTOGRAFIA DI VIAGGIO
Quando possiamo dire che un’immagine trasmette davvero lo spirito di un luogo? Partiamo da un presupposto. «La definizione “fotografia di viaggio” è un escamotage usato per non fare paura», precisa Pensotti. «La parola reportage fa pensare alle guerre, ma in realtà anche chi scatta qualche fotografia in spiaggia ne sta letteralmente costruendo uno, componendo la storia delle proprie vacanze». L’unica differenza è che le fotografie di un viaggio personale non possono elevarsi a narrazione universale per via della scarsa diffusione, ma qualunque immagine “non in posa” è di fatto un reportage, quando tenta di restituire il fascino, l’idea di accoglienza, il lato esotico, la cultura o qualunque peculiarità di un luogo. «Una buona fotografia di viaggio implica un passaggio di informazioni, contiene un messaggio, trasmette un contenuto».

QUESTIONE DI LINGUAGGIO
La fotografia è un linguaggio come tutti gli altri. Lo stesso evento può essere tradotto in cronaca da un giornalista, in rime da un poeta, in novella da uno scrittore e in immagini da un fotografo. «Quest’ultimo deve avere le condizioni mentali per mettere in ordine le cose che ha davanti, studiando l’inquadratura che permette di raccontare il cuore della situazione». Per impararlo, l’appuntamento è a novembre.

Cosa:
Workshop Di Reportage Geografico – La fotografia di viaggio
Quando:
8 – 11 novembre
Dove:
Presso B&B Doge Veneziano
Per costi e programma completo:
http://www.stefanopensotti.com/

 

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