Forme d’Africa

Lunghi viaggi in terre difficili come l’ex Zaire, infinite distanze percorse a piedi nella savana e la scoperta di territori un tempo poco accessibili per colpa della guerriglia. C’è tutto questo, e molto di più, dietro la mostra “Forme d’Africa, dove il rito diventa arte”, un’esposizione – ospitata dal Salone dei Cavalieri di Pinerolo, dal 26 ottobre al 3 novembre – dedicata all’arte africana, con diverse decine di oggetti provenienti da diversi paesi e differenti etnie. 

Promossa e organizzata dal Civico Museo Etnografico di Pinerolo, la mostra presenta al pubblico un’esclusiva rappresentazione della cosiddetta arte “primitiva”, proveniente da una ricca collezione privata: maschere, statue e oggettistica proveniente dalle nazioni sub-sahariane, raccolti da Ettore Brezzo nel corso di numerosi viaggi nel continente nero, fatti con la moglie Lina a partire dagli anni Ottanta.

I loro viaggi non sono mai stati di natura turistica, ma stimolati dal forte desiderio di calarsi  nelle realtà frequentate, di provare a coglierne lo spirito e le realtà. “Abbiamo praticato  il modo di vivere, di viaggiare e di pensare delle popolazioni e dei contesti che abbiamo attraversato. Abbiamo percorso terre difficili come l’ex Zaire, dove percorrere cento chilometri a volte vuol dire parecchi giorni, per lo stato delle piste e per la difficoltà di trovare dei mezzi”, racconta Brezzo. “Abbiamo percorso a piedi distanze infinite di savana per raggiungere i villaggi dei Dogon in Mali e vivere con loro, per capirne meglio le tradizioni e le conoscenze. Abbiamo raggiunto territori che negli anni Ottanta erano difficilmente accessibili per la guerriglia, come tra l’Angola e il nord della Namibia, a incontrare popolazioni allora poco conosciute come i Tjimba e gli Himba”.

FASCINO IN MOSTRA
Il visitatore avrà modo di avvicinarsi agli oggetti cerimoniali legati ai riti di iniziazione, al culto dei morti e alla vita dei villaggi, come la nascita, i matrimoni e i funerali. Ma troverà anche maschere, sculture, composizioni e feticci realizzati con materiali diversi, anche di recupero, in legno locale, con chiodi, corde, paglia, osso. Tra le etnie rappresentate dagli oggetti in mostra ci sono Yoruba, Dogon, Baulé, Senufo, Kongo, Lega, Bamun, Punu, Baga, Chokwe, Bamileke, Ekoi, Kwese, Bwa, Bobo, Salampasu, Kurumba.

“Abbiamo navigato per giorni nel mondo dei battelli che scendono il fiume Congo da Kisangani a Kinshasa, in una vera e propria città galleggiante, compresi i mercatini”, riprende il collezionista. “Abbiamo percorso chilometri a piedi tra giungla, savana e deserti per capire meglio le usanze e la vita di tutti i giorni. Abbiamo atteso un taxi brousse alla gare routier per un’intera mattinata per poi sapere, nel pomeriggio, che partiva il giorno dopo. Tutto questo ci ha inevitabilmente portato ad apprezzare e collezionare in maniera quasi maniacale oggetti legati ai riti, alle superstizioni e agli avvenimenti legati a maschere e statue. Dapprima come ricordo dei viaggi e delle esperienze; dopo come collezione e ricerca di tutto quello che a loro era legato”.

IL MAL D’AFRICA
Una passione, quella di Ettore Brezzo, che forse si confonde con quel “mal d’Africa” che sembra colpire chi si avvicina e si mette in sintonia con questo grande continente. Un’esperienza contagiosa che ha colpito gli stessi promotori della mostra, Alessandra Maritano ed Ezio Giaj, che hanno voluto organizzare un’iniziativa per presentare e condividere la collezione. Per il Museo Etnografico si tratta di un’iniziativa di grande interesse, attraverso la quale esprimere una pluralità di temi a cui la realtà museale è orientata.

YombéLa mostra coinvolgerà il visitatore anche attraverso descrizioni e fotografie, mettendolo nella condizione di approfondire ed entrare meglio in questa realtà poco conosciuta e poco compresa, dove lo statuario e le maschere facevano (e fanno tuttora) parte preponderante della vita degli abitanti dei villaggi. Vere e proprie opere d’arte di cui, il più delle volte, non si conosce il nome dell’artista, ma che nel tempo sono state fonte di ispirazione per lanciare nel mondo dell’arte nomi come Picasso, Modigliani, Matisse, Gaudier o Léger.

Mostra “Forme d’Africa, dove il rito diventa arte”

Dove:
Civico Museo Etnografico di Pinerolo (To)
Quando:
Dal 26 ottobre al 3 novembre 2013
Ingresso:
Libero
Giorni e orari:
Da lunedì a giovedì dalle 15 alle 19; venerdì, sabato e domenica dalle 10.30 alle 19.30.

 

 

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