Destination Hope

Destinazione Hope, Bruno Zanzottera, Parallelozero, fotografia, salute, viaggi della speranzaLa salute dovrebbe essere un diritto per tutti, eppure non è così. I fotografi di Parallelozero hanno colto, fotografato e documentato i viaggi della speranza in quattro continenti del pianeta, dall’Africa all’Asia, dalle Americhe all’Europa, seguendo per quasi due anni un fenomeno sociale che coinvolge anche noi italiani. La mostra “Destination Hope” – che verrà esposta dal 25 settembre 2014 al 9 gennaio 2015 nelle prestigiose sale di Palazzo Braschi, a Roma, nell’ambito del Festival della Letteratura di Viaggio – intende sensibilizzare sul tema dell’accesso alle cure sanitarie, in un mondo dove milioni di persone migrano ogni anno per avere accesso a cure Destinazione Hope, Bruno Zanzottera, Parallelozero, fotografia, salute, viaggi della speranzamediche migliori o, più semplicemente, perché nel loro paese non esistono o vengono negate dalla legge. Così, la ricerca di nuove terapie, la battaglia contro ostacoli geografici e politici, il disperato bisogno di sopravvivere diventano storie unite da un comune denominatore: la speranza.

L’esposizione accoglierà oltre 120 fotografie e tredici storie di potentissimo impatto visivo, puntando l’attenzione sulle storie che nessuno Destinazione Hope, Bruno Zanzottera, Parallelozero, fotografia, salute, viaggi della speranzafino ad oggi si è occupato di raccontare in maniera organica ed equilibrata. “Altrimenti, saranno sempre troppo pochi coloro che capiranno quanto siano fortunati ad avere un ospedale più o meno funzionante vicino alle loro case e una farmacia ben fornita in città”, spiegano gli organizzatori. “Chiunque di noi abbia avuto bisogno di cure mediche, anche delle più semplici, sa quanto ci si senta vulnerabili quando si diventa pazienti, e quanto sia Destinazione Hope, Bruno Zanzottera, Parallelozero, fotografia, salute, viaggi della speranzaumiliante non poter usufruire di un’assistenza dignitosa”.

La mostra di Roma sarà il punto di partenza di un messaggio da far pervenire a quante più persone possibile in tutta Italia nei prossimi anni, esponendo in altri spazi, in altre città, e creando un sito dedicato dove chiunque potrà condividere le proprie storie. Per consentire tutto questo, i fotografi di Parallelozero hanno fatto il giro del mondo per produrre i reportage fotografici, sono stati sui fronti di guerra e nei luoghi più remoti, hanno partecipato alla Destinazione Hope, Bruno Zanzottera, Parallelozero, fotografia, salute, viaggi della speranzasofferenza di molte persone, si sono stupiti e indignati, sono stati testimoni di ingiustizie e assurdità anche nei Paesi più vicini e nelle situazioni più insospettabili.

TANTE STORIE, POCHI DIRITTI
In Afghanistan, il fotografo Simone Cerio ha documentato come talvolta non siano i malati a viaggiare per raggiungere le cure: Davide Luppi è un giovane chirurgo italiano che ha deciso di completare la sua specializzazione in un centro di traumatologia di guerra a Kabul, portando una preziosa assistenza alle vittime di un conflitto tuttora in corso. Da Bruno Zanzottera arriva invece una Destinazione Hope, Bruno Zanzottera, Parallelozero, fotografia, salute, viaggi della speranzatestimonianza da Benin settentrionale, dove un ospedale cattolico rappresenta da tempo il punto di riferimento per i malati provenienti da diversi paesi dell’Africa occidentale: fra questi, molti sono musulmani del Niger che vengono inviati in questa struttura da un locale califfo islamico.

L’obiettivo di Alessandro Gandolfi ci porta poi in Corea del Sud, dove Seoul conta il più alto numero pro capite di cliniche di chirurgia estetica, mentre quello di Luigi Baldelli ci accompagna in Malawi, uno dei paesi più poveri del mondo, dove il 17 per cento delle madri sono sieropositive e vengono Destinazione Hope, Bruno Zanzottera, Parallelozero, fotografia, salute, viaggi della speranzacurate con farmaci antiretrovirali, ma il viaggio per raggiungere le cliniche può durare giorni interi. Grazie a Sergio Ramazzotti si spostiamo in Perù e nel centro di salute Santa Clotilde, forse uno degli ospedali più remoti del mondo, situato nel cuore dell’Amazzonia, a più di trecento chilometri dalla città più vicina, mentre Paulo Siqueira fotografa gli Stati Uniti e la coltivazione legale della cannabis per uso terapeutico: in particolare, alcune famiglie del Colorado hanno cominciato a coltivarla per poterla somministrare ai loro parenti malati di cancro. E poi ci sono gli scatti dalla Svizzera, dalla Striscia di Gaza, dal Nepal, dall’India, dalla nostra Destinazione Hope, Bruno Zanzottera, Parallelozero, fotografia, salute, viaggi della speranzastessa Italia.

CONTRIBUISCI ANCHE TU
Ora quegli artisti chiedono un aiuto concreto per stampare, allestire e organizzare questa grande mostra, contribuendo a raccontare, senza filtri e censure, una realtà che interessa tutti. Sul sito di crowfunding Produzioni dal Basso, troverete i diversi modi per sostenere “Destination Hope”.

Perché contribuire? In un mondo globalizzato del quale pensiamo di conoscere ogni aspetto, alcune storie hanno ancora il potere di sorprenderci e commuoverci, di nutrire la nostra conoscenza e la nostra anima, di smantellare gli stereotipi e cambiare il modo in cui guardiamo al nostro pianeta.
Sostenere questa mostra consente di provare la stessa meraviglia, la stessa indignazione, la stessa ispirazione che i fotografi hanno provato quando le hanno viste e ascoltate per la prima volta. Anche questa è umanità.

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