Dobbiamo con_vivere

Appassionati di Tango, Bossanova, Salsa e ritmi sudamericani, preparatevi a partire. Almeno con la mente. Dal 6 all’8 settembre, la città di Carrara riproporrà le calde atmosfere dell’America Latina nell’ottava edizione di “Con_vivere” (www.con-vivere.it), l’ormai tradizionale festival sull’interculturalità che quest’anno vuole riflettere sull’altra parte del globo. Con oltre cinquanta appuntamenti in programma – tra cui diciassette incontri di parola (conferenze, tavole rotonde), sei spettacoli (musica e ballo), quattro film, sei mostre, sei laboratori per bambini e due di cucina, due stage di danza, un mercato e altri appuntamenti gastronomici – l’evento focalizzerà l’attenzione su una zona del mondo spesso trascurata dai media, ma che negli anni ha acquisito una sempre maggiore importanza.

Il ruolo marginale dell’America Latina – un tempo “cortile di casa” degli States, secondo la dottrina del Presidente Usa, James Monroe – è da tempo in discussione, non solo per la recente elezione di Papa Francesco, ma anche per fenomeni economici e sociali internazionali che sono in corso da anni e si sono manifestati in maniera turbolenta anche nelle ultime settimane (si pensi alle proteste in Brasile per i grandi eventi sportivi). Su queste basi, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara ha voluto approfondire lo sguardo sull’America Latina, restituendocela in quella sua complessità che troviamo fin dall’immagine ufficiale del Festival: la vivacità, i colori e i ritmi dell’America Latina sono posizionati su uno sfondo grigio, quello delle disuguaglianze e dei conflitti che continuano a caratterizzare l’area.

INCONTRI PER TUTTI
Nelle tre giornate della manifestazione, intellettuali, giornalisti e uomini politici si confronteranno sull’attualità dell’area che va dal Messico alla Terra del Fuoco, ma offriranno al pubblico anche approfondimenti sull’identità e sulla storia latinoamericana. Con l’americanista Antonio Aimi si andrà alla scoperta delle civiltà precolombiane, mentre la Conquista verrà raccontata da Massimo Livi Bacci, ex-Senatore e demografo. Ci sarà modo di scoprire le figure leggendarie dei Libertadores, da Simon Bolivar ai nostri giorni, nell’intervento di Franco Avicolli; la storia dei complessi rapporti fra le due Americhe, altro nodo cruciale, sarà ripercorsa invece da Raffaele Nocera.

Mentre Remo Bodei parlerà della schiavitù e dell’America latina come incrocio tra tre continenti, Roberto Toscano rivolgerà la sua attenzione ai più recenti anni di dittature e rivoluzioni: in servizio come diplomatico nell’Ambasciata italiana al tempo del golpe di Pinochet, racconterà ai presenti la vicenda del Cile. Un incontro-dibattito sarà dedicato al tema dei Desaparecidos argentini e alla battaglia delle Abuelas (le nonne) de Plaza De Mayo, con la partecipazione del Ministro dell’Ambasciata Argentina Carlos Cherniak e la giornalista de “Il Fatto Quotidiano” Daniela Padoan.

Non mancherà lo spazio per l’attualità: dalla panoramica generale sul Sud del mondo offerta da Gianni Minà a una riflessione sul Brasile che sarà svolta dal punto di vista sociale e culturale con Domenico De Masi, per poi affrontare il tema più generale delle economie emergenti con Andrea Goldstein. L’analisi degli scenari attuali avrà come sempre il proprio momento culminante nella tavola rotonda conclusiva a cui parteciperanno il Vice Ministro Lapo Pistelli, rappresentanti delle Ambasciate di alcuni paesi sudamericani e i giornalisti Omero Ciai (La Repubblica) e Niccolò Locatelli (Limes).

Come sempre un appuntamento sarà dedicato alle figure femminili: ospite le scrittrice cubana Karla Suàrez che imposterà una riflessione sulle donne in Sudamerica, partendo dalle figure femminili raccontate nelle sue opere letterarie. Non poteva mancare un momento di focus dedicato alla Chiesa latinoamericana e alle aspettative legate all’elezione del nuovo pontefice che, nelle prime parole pronunciate, ha sottolineato la sua provenienza “quasi dalla fine del mondo”: ospiti sul tema saranno il teologo colombiano Guillermo Leòn Escobar Herràn, la giornalista argentina Silvina Perez e il giornalista di “Avvenire” Umberto Folena.

Anche il regista Ermanno Olmi si interrogherà sulla speranza suscitata dall’elezione di Papa Francesco, a partire proprio dalla sua sensibilità artistica con la quale a più riprese, sul grande schermo ma anche in un recente libro, ha riflettuto sulla fede, sulla religione e il ruolo della Chiesa. Ma ovviamente non può mancare la musica con cinque spettacoli di altissimo livello a ingresso gratuito e il tradizionale concerto conclusivo in Piazza Alberica, unico evento a pagamento di tutto il festival.

 

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