America 4 x 4

Immaginate un viaggio lungo il continente americano a bordo di un’Alfa Romeo 4×4 del 1988, dalla Patagonia all’estremo Nord. Centocinquanta pannelli monotematici ripercorreranno questa straordinaria avventura nella mostra “Alla (ri)scoperta delle Americhe”, in programma a Bologna dal 31 ottobre al 18 novembre presso la Sala museale del Baraccano (tutti i giorni dalle ore 10 alle 12.30 e dalle ore 16 alle 19; sabato e festivi dalle 16 alle 19).

L’esposizione rientra nell’ambito della rassegna “Viaggi… nel passato e nel presente”, promossa dal Quartiere Santo Stefano in collaborazione con l’Associazione culturale NovArt, l’Associazione APPI, il Museo della preistoria “Luigi Donini”, il Museo geologico “Giovanni Capellini”, l’Associazione Ardito Desio e il Gruppo Archeologico Bolognese.I visitatori potranno immergersi in un percorso storico-geografico per conoscere più da vicino gli altipiani andini con i loro sconfinati e disabitati salar, le innumerevoli aree protette, i siti in cui sono stati scoperti i grandi dinosauri del Mesozoico, le etnie autoctone e le comunità di origine italiana emigrate laggiù in epoche ormai lontane.

Nella Monument Valley, Utah – © Giuseppe Rivalta

La mostra ripercorre la spedizione “Rediscovering the Americas – Dalla Terra del Fuoco all’Alaska”, realizzata dal gennaio 2008 all’agosto 2009 dal biologo Giuseppe Rivalta insieme alla moglie Carla Ferraresi. A bordo della loro 4×4, hanno percorso circa 70 mila chilometri attraversando tutte le latitudini, i climi e gli ambienti: dalle pampas della Patagonia alle lande desolate della Terra del Fuoco, dai deserti nord americani alle sconfinate foreste di conifere del Canada, fino all’Alaska con una puntata verso la tundra artica. “La spedizione è ufficialmente iniziata nel 2007 con lo studio dell’itinerario e la ricerca dei periodi migliori per attraversare l’intero continente americano”, ricostruisce Giuseppe Rivalta. “Si tratta del più lungo percorso che si possa effettuare sulla Terra, come affermava Nino Cirani, che quarant’anni fa lo aveva intrapreso all’inverso con la sia mitica Land Rover 109 rossa”.

Cercando l’oro in Alaska – © Giuseppe Rivalta

Il viaggio è partito nel gennaio 2008 dal Quartiere Santo Stefano di Bologna ed è terminato alla fine di luglio 2009. “Con noi c’era un altro equipaggio, formato dai coniugi Dario e Luciana Brignole di Genova, che viaggiavano su un secondo mezzo fuoristrada”, ricorda Rivalta. L’attraversamento delle Americhe ha anche permesso alla comitiva di incontrare le numerose comunità italiane presenti nei vari Paesi, riscoprendo il prezioso ruolo dei nostri emigrati in quelle terre lontane: basti pensare a Felice Pedroni, originario della provincia di Modena, che all’inizio del Novecento ha scoperto uno dei maggiori giacimenti d’oro dell’Alaska, da cui è nata la città di Fairbanks. Nel 1948, invece, Carlo Borsari ha ottenuto l’appalto per la costruzione di un grande quartiere a Ushuaia e ha imbarcato tutti gli operai bolognesi (e famiglie) della sua ditta bolognese in direzione Capo Horn. Ma gli esempi del contributo italiano in terra americana sono infiniti.

Strada facendo, il gruppo capeggiato da Rivalta ha avuto modo di incontrare anche le piccole tribù autoctone, come Mapuche e Lacandones, sopravvissute alle ondate dei colonizzatori europei, ma anche visitare tutti i siti e i musei dedicati ai dinosauri. Nel 2009 infatti è caduto il centenario della prima esibizione dello scheletro completo di Diplodocus carnegiei, presente nella grande sala del Museo Capellini (http://www.museocapellini.org/), e la spedizione ha voluto rendere omaggio alla ricorrenza cercando le strutture museali in cui sono presenti copie di questo dinosauro che appartiene ormai alla storia della paleontologia mondiale.

L’ultimo atto del viaggio è stata la stesura del libro “Dalla Terra del Fuoco all’Alaska in camper 4×4” (18 euro), pubblicato lo scorso luglio: 367 pagine che non rappresentano soltanto uno straordinario  racconto di viaggio, ma uno prezioso strumento culturale – arricchito da oltre 630 fotografie – che permette di conoscere da vicino luoghi lontanissimi dove la biodiversità esplode in tutte la sua bellezza. La penna di Rivalta dimostra una certa dimestichezza con le esplorazioni: per professione, ma anche passione, dal 1974 ha visitato Messico, Uganda, Canarie, Sahara, Bahamas, Algeria, Usa, Egitto. In Europa, ha percorso più volte Francia, Spagna, Corsica, Grecia e Turchia, da cui ha tratto spunto per altrettante conferenze in varie regioni italiane.

Dopo la traversata del 2008-2009, ha partecipato nel dicembre 2010 a un viaggio in Cirenaica e, nel 2011, a una missione paleontologica in Tunisia dove è stato scoperto un grande dinosauro. Per maggiori informazioni sulla pubblicazione, si possono consultare i siti web http://www.turismoitinerante.com/ e http://www.arditodesio.it/ oppure richiederla direttamente all’autore, Giuseppe Rivalta, all’indirizzo unjriv@tin.it.

 

Pellerossa, cerimonia in Montana – © Giuseppe Rivalta

 

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