48 stati, 48 giorni, 48 bici

Paola Gianotti affronta una nuova, appassionante avventura.
Si tratta questa volta di attraversare i 48 stati attigui degli Stati Uniti d’America in 48 giorni, dopo la partenza da quello di Washington (avvenuta domenica 1° maggio), per oltre 12 mila chilometri e circa 60 mila metri di dislivello fra montagna e deserto, foresta e città.

Paola GianottiDopo il giro del mondo in bici per il Guinness World Record (2014) e il progetto “Bike the Nobel” con Radio2 Caterpillar (2016), anche questa volta, Paola non affronta solamente un’impresa sportiva, ma anche umana, perché durante la preparazione del progetto ha raccolto i fondi necessari per l’acquisto di 48 biciclette da donare ad altrettante donne dell’Uganda, sprovviste dei mezzi economici per poterle acquistare.
“La risposta dei follower è stata davvero eccezionale, consentendomi di raggiungere l’obiettivo economico in pochissimo tempo”, ha annunciato l’atleta prima della partenza.

“La grande generosità mi ha permesso addirittura di superare il traguardo delle 48 bici: oggi sono già oltre 50”. E in effetti, in Uganda, la bicicletta può cambiare la vita alle persone: i ragazzi devono percorrere quasi trenta chilometri a piedi per raggiungere la scuola e poi si addormentano sui banchi perché troppo stanchi.

“Non riescono ad andare ai pozzi e le infermiere non possono raggiungere i villaggi per curare le persone perché non hanno alcun mezzo di spostamento.
Chi ha fatto la donazione comprando una tappa del mio viaggio ha cambiato la vita, con un piccolo gesto, a una persona meno fortunata. Penso che questo valga molto di più di qualsiasi record sportivo”.

Il prossimo mese di luglio, Paola si recherà in Uganda dove l’ambasciatore italiano Domenico Fornara la accompagnerà ad acquistare le biciclette da un produttore locale, per donarle alle donne del Karamoja, la regione meno sviluppata del Paese, recente teatro di violenti conflitti.
È il caso di ripetere ancora una volta il motto dell’atleta, “Keep brave”, cioè “Tieni duro, non mollare”, perché nello sport come nella vita c’è sempre ancora qualcosa da fare.

Percorso

www.keepbrave.com